“Con i sindacati siamo ormai giunti alle fasi conclusive del negoziato per la riforma del modello contrattuale”. Lo ha annunciato il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti nel corso del suo intervento all’assemblea annuale in occasione dei 70 anni della confederazione.
“Un modello – ha spiegato Merletti – che punta alla semplificazione, a valorizzare il secondo livello di contrattazione per dare risposte su misura alle diverse esigenze dei territori italiani e che spinge sulla buona pratica della bilateralità. Un modello contrattuale innovativo, come vuole la tradizione dell’artigianato, che è l’unico comparto a prevedere, fin dal 2004, il forte decentramento contrattuale svincolando la produttività dal livello nazionale, che deve restare come livello di garanzia salariale e normativa”.
Secondo il presidente di Confartigianato “la sfida che dobbiamo vincere, tutti quanti assieme – e qui mi rivolgo anche alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori ed alle altre Confederazioni artigiane – è quella di generare, attraverso rinnovate regole contrattuali, un circolo virtuoso di ripresa economica e di crescita delle retribuzioni, con un salario nazionale minimo di base, quale garanzia per tutti i lavoratori dell’artigianato, stabilito dall’autonomia collettiva e non dalla legge, ed un salario di produttività definito al livello più vicino alle imprese, che devono riprendere a correre in efficienza e competitività”.
“In questo modo – ha aggiunto – “riprenderanno a correre anche i salari e l’intera economia ne beneficerà. Stiamo percorrendo insieme con il sindacato l’ultimo e decisivo miglio per una grande ed innovativa riforma, attenti a non accettare compromessi al ribasso pur di firmare: quell’epoca è definitivamente chiusa, semplicemente perché non possiamo più permetterci esitazioni o passi falsi”.