I sindacati aziendali del Monte dei Paschi hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella poiché allarmati dall’accostamento delle sorti degli istituti di credito italiani all’esito del referendum sostenuto dai media.
“Il Paese – scrivono i coordinamenti aziendali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca, Unità Sindacale – è da mesi coinvolto in una campagna elettorale lunghissima ed estenuante sul cui esito non intendiamo esprimerci. Siamo convinti, a prescindere dalle rispettive posizioni sul merito, della piena legittimità delle posizioni in campo e che la scelta sarà il frutto della maturazione di una libera consapevolezza. Quello che non possiamo tollerare è l’utilizzo di argomenti che nulla hanno a che vedere con il merito della materia referendaria.”
“Inserire nel dibattito elettorale, da parte di ambienti finanziari internazionali e quasi sempre con intenti meramente speculativi, paure riguardanti fallimenti di banche e messa in discussione di posti di lavoro è inaccettabile e assolutamente fuorviante – sottolineano i sindacati nella lettera – e causa danni alla tenuta del sistema e all’economia nazionale.”
Riteniamo che il Governo e le Autorità di Vigilanza – conclude la lettera – debbano prontamente intervenire per riportare il dibattito nel suo alveo naturale e per scongiurare i danni che tali politiche di destabilizzazione finanziaria ed economica arrecano ed arrecheranno ben oltre l’esito della consultazione referendaria. Su tali materie occorre infatti che prevalgano il senso dello Stato e la difesa degli interessi nazionali.”





























