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Home - Newsletter - Newsletter – 17 novembre 2017

Newsletter – 17 novembre 2017

17 Novembre 2017
in Newsletter

Con tutta probabilità tra due settimane, sabato 2 dicembre, Roma sarà invasa da una moltitudine di manifestanti targati Cgil. E’ questa la data che viene data come più probabile per questa forma “visibile” di protesta che l’organizzazione guidata da Susanna Camusso potrebbe indire già domani, sabato 18 novembre, dopo l’incontro con il governo sulle pensioni. Non quindi uno sciopero generale, possibilità che era stata presa in considerazione pur presentando ampi spazi di rischio, in primis per quella che sarebbe stata la risposta dei lavoratori, ma una grande manifestazione, purché, appunto, sia visibile, non quattro gatti che si radunano in una piazza romana. Risalta la vicinanza di questa data con quella di un anno fa del referendum costituzionale, il 4 dicembre,  il cui esito portò alla caduta del governo di Matteo Renzi e all’addio alla riforma costituzionale su cui quel governo aveva puntato tutte le sue fiches. Allora la Cgil era in prima linea contro il governo, ed è più che probabile che lo sia anche dodici mesi dopo con questa manifestazione, destinata ad allargare il divario che distanzia la Cgil dal governo di Paolo Gentiloni, ma più verosimilmente dal Pd di Matteo Renzi.

Che sull’incontro in programma domattina spiri un vento cattivo è abbastanza chiaro. La riunione di tre giorni fa a detta della Cgil è andato molto male, le offerte dell’esecutivo sono state praticamente tutte respinte, considerate insufficienti, tanto è vero che la confederazione ha auspicato per l’appuntamento di domani un cambiamento generale, pena la rottura del confronto. Quello che brucia di più per la Cgil è il rifiuto del governo di cancellare il meccanismo per cui alla crescita delle aspettative di vita fa riscontro un parallelo e commisurato aumento dell’età pensionabile.

Sia chiaro, la Cgil non vuole il rinvio della decisione da prendere sulla base delle indicazioni già fornite dall’Istat, che farebbe crescere l’età in cui andare in quiescenza a 67 anni, vuole che sia cancellata la norma. Perché si rende conto che un rinvio porterebbe la questione sul tavolo del prossimo governo, che – quale che esso sia, ed è difficile che sia amico del sindacato e della Cgil in particolare – avrebbe davanti a sé un’intera legislazione e quindi, più forte di un esecutivo a pochi mesi dalle elezioni politiche, in grado di respingere le richieste sindacali. Comunque il governo Gentiloni non sembra avere alcuna intenzione nemmeno di rinviare questa scelta, perché costerebbe molto e soprattutto perché cadrebbe uno degli architravi su cui poggiano i conti pubblici, già sotto la critica lente di ingrandimento delle autorità europee a Bruxelles.

Rottura quindi con il governo. E forse anche con le altre confederazioni. Cisl e Uil non sembrano dello stesso avviso della Cgil, infatti. Sono anch’esse critiche sulle offerte del governo in tema di previdenza, ma sperano di cambiarle in meglio, di allargare gli spazi che in qualche modo il governo ha indicato per un accordo. Una rottura quindi sarebbe anche interna al sindacato, interrompendo una fase in cui l’unità d’azione è stata invece piuttosto marcata. Tanto è vero che la stessa Cgil, nel suo ultimo comunicato, sottolinea come il sindacato unitariamente sia andato al confronto con il governo dopo aver messo a punto, sempre unitariamente, le richieste da avanzare, e auspica che questa unità di intenti non subisca un’interruzione. Ma l’allontanamento è nelle cose, e certamente la Cgil ha valutato anche questo aspetto.

C’è poi da dire che all’interno dei partiti e soprattutto nel Pd si sta valutando con occhio diverso da quello del governo tutta la questione previdenziale. Nel pacchetto che a largo del Nazareno si sta mettendo a punto per affrontare un confronto, sia pure a distanza, con il partito di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani, c’è sicuramente anche la previdenza. In quali termini non è ancora stato deciso, ma qualcosa ci sarà e non potrà essere poco significativamente, perché il partito di Renzi certamente preferisce fare concessioni sulla previdenza piuttosto che sul Jobs Act, che resta una bandiera di quel governo. Ma è tutta materia ancora nemmeno sbozzata.

Quello che resta un po’ incerto è il segno politico della decisione della Cgil di andare comunque a una manifestazione appunto “visibile”, come la confederazione stessa ha tenuto a rimarcare. Sarebbe comunque una parata anti Pd e anti Renzi. E fin qui nulla di strano, considerando i rapporti tesi tra Corso Italia e il segretario del Pd. Ma sarebbe indubbiamente un concreto vantaggio per gli altri partiti, per la destra di Silvio Berlusconi e per il Movimento di Beppe Grillo, partiti che certamente non sono amici della Cgil, del sindacato, dei lavoratori, anzi di questi sono acerrimi avversari, come dimostra la storia di questi venti anni per la destra, nonche’ le dichiarazioni recenti e meno recenti dei dirigenti 5 Stelle. E’ evidente che la partita in questo momento è con il governo Gentiloni e contro questo occorre manifestare il proprio dissenso. Ma non si può ignorare, un grande sindacato come la Cgil non può ignorare, il momento politico in cui cadrebbe questa manifestazione e le conseguenze sul piano politico di un atto che avrebbe a questo punto un carattere anch’esso strettamente politico.

 

Contrattazione

Questa settimana è stato raggiunto un accordo tra i sindacati di categoria e l’azienda Colussi. In particolare, l’accordo ha permesso una sostanziale riduzione del numero degli esuberi, annunciati in passato dall’azienda, oltre a prevedere un importante incentivo economico e l’implementazione dell’outplacement. Nei prossimi giorni l’accordo Colussi sarà sottoposto al vaglio delle assemblee dei lavoratori. Per quanto riguarda la vertenza di Intesa San Paolo, il gruppo ha trovato un accordo con i sindacati del credito, che permette la reintegra dei lavoratori delle ex banche venete, Veneto banca e Popolare di Vicenza, coinvolgendo quindi circa 8 mila persone. L’accordo di fatto sancisce il definitivo accorpamento degli istituti nel Gruppo e disciplina materie quali l’organizzazione del lavoro, il welfare, la mobilità territoriale e professionale, le retribuzioni e la riqualificazione dei lavoratori.

 

La nota

Fernando Liuzzi ha seguito la vicenda Ilva,  riguardo il possibile allungamento dei tempi della trattativa, dopo l’annuncio dell’apertura di un’indagine della Commissione Europea.

Nunzia Penelope ha fatto il punto sui differenti giudizi delle confederazioni Cgil, Cisl e Uil riguardanti la vertenza pensioni, in vista dell’appuntamento decisivo di sabato. Ancora Penelope, analizza la sentenza del tribunale del lavoro di Roma che ha definito i licenziamenti presso la sede romana di Almaviva  ‘’illeciti, ritorsivi, vera e propria rappresaglia”, ordinando la conseguente reintegra di 155 ex dipendenti licenziati il 22 dicembre 2016.

 

Interviste

Sempre sul caso Almaviva, Alessia Pontoriero ha intervistato il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Michele Azzola, che spiega come si e’ arrivati alla sentenza del tribunale di Roma e ipotizza le soluzioni possibili per il futuro dei call center.

 

Analisi

Giuliano Cazzola analizza le ragioni del colpo di scena che ha portato il sindacato autonomo USB a superare il primato Fiom nella storica Gd di Bologna. Roberto Polillo ha ripercorso le dinamiche di  Nuova Ostia, una zona nota all’autore dalla fine degli anni ’70, raccontando come si è evoluta e trasformata, fino ad arrivare ai giorni nostri. Infine, Maurizio Ballistreri ha seguito un recente seminario tenuto al Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina, con l’Ordine degli Avvocati e il Centro Donne Anti-Violenza. In particolare, nel seminario si è discusso del nuovo istituto del congedo per le lavoratrici vittime di violenza.

 

I Blog del Diario

Giovanni Pino ha seguito i due recenti emendamenti, da parte del Senatore Maurizio Sacconi alla Legge di stabilità 2018, rivolti a introdurre: l’obbligo per i soggetti collettivi che proclamano lo sciopero, di comunicare l’eventuale revoca dello stesso, almeno 5 giorni prima della su attuazione; nonché un analogo obbligo, per il singolo lavoratore, di comunicare preventivamente la propria adesione a scioperi proclamati nei servizi pubblici essenziali.

Paolo Pirani ha affrontato due aspetti che possono modificare l’attuale situazione economica italiana in senso positivo: da un la questione salariale nazionale e dall’altro un peso eccessivo del fisco su salari e stipendi.  Per Pirani, la questione salariale sta diventando sempre più centrale nel dibattito nazionale e deve essere affrontata con buon senso e realismo.

 

Il guardiano del Faro

Marco Cianca ha analizzato le dinamiche politiche, economiche, sociali e culturali che ruotano intorno a Roma. Per l’autore, l’unità d’Italia è fatta ma la capitale avrebbe bisogno di un altro moto ideale che la scuota dalle fondamenta.

 

Diario della crisi

I sindacati di categoria delle concessionarie autostradali hanno proclamato 16 ore di sciopero e un presidio a Montecitorio. Motivo scatenante della mobilitazione, la bocciatura dell’emendamento proposto dai deputati Pd Borioli ed Esposito, che intendeva alzare dal 20% al 40% la percentuale dei lavori di manutenzioni e progettazione affidabili senza gara ai concessionari autostradali. Secondo i sindacati, la bocciatura dell’emendamento è un colpo durissimo per i 3 mila operai e tecnici specializzati, che ora rischiano di essere licenziati e vanifica il lungo lavoro svolto al tavolo interministeriale. Cattive notizie anche per la vertenza Piaggio Aerospace di Sestri Ponente, che verte in una situazione critica e ha provocato, secondo i sindacati di categoria, una crisi di liquidità che mette a rischio il reddito di 1300 famiglie. Per questo motivo, la parti sociali hanno indetto 4 ore di sciopero, ricordando inoltre che non hanno avuto nessuna convocazione da Roma che li potesse mettere al corrente delle problematiche che sta attraversando l’azienda.

 

Documentazione

È possibile consultare nel nostro archivio i dati Istat su ricerca e sviluppo in Italia 2015-2017, sul commercio con l’estero e prezzi all’import dei prodotti industriali di settembre 2017, sui prezzi al consumo di ottobre 2017 e le stime preliminari sul Pil del III trimestre 2017. Inoltre, nel sito pubblichiamo il testo integrale della sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma su Almaviva, per il reintegro di 155 lavoratori; l’analisi della Cgil sulla proposta del governo in materia di previdenza; il documento finale del comitato esecutivo Cisl, il testo dell’ordine del giorno del comitato direttivo Cgil sulle pensioni e la lettera aperta di Cgil, Cisl e Uil territoriali alle candidate per la presidenza del X municipio di Roma.

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