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Home - Newsletter - Newsletter – 29 luglio 2016

Newsletter – 29 luglio 2016

29 Luglio 2016
in Newsletter

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, e i governi ad aprire la borsa per tirare fuori i soldi. E’ un po’ questo che sta accadendo, in questa vigilia di ferie, dove dopo mesi di stasi tra governo, sindacati e imprese tutto sembra rimettersi improvvisamente in moto. E il motore che spinge e’, come sempre, quello del denaro.

Ha aperto le danze Matteo Renzi, giovedi sera, annunciando, a sorpresa, un consistente aumento delle risorse necessarie al rinnovo dei contratti pubblici. ‘’E’ ingiusto che i salari dei dipendenti dello Stato siano fermi da sette anni”, ha detto il premier, riconoscendo per la prima volta che lo stanziamento per questa voce nella legge di stabilità “e’ appena simbolico”: “Servono altri denari, e ce li metteremo’’, ha promesso.

Parole importanti, come hanno prontamente dichiarato i sindacati del pubblico impiego, peraltro reduci da un incontro, appena tre giorni fa, col ministro Marianna Madia, che al contrario aveva avvertito: ‘’altri soldi sui contratti? solo se ci sarà la crescita economica’’. Renzi invece ribalta il concetto: ‘’se vogliamo la crescita, dobbiamo rinnovare i contratti e aumentare gli stipendi’’, ha detto al termine del consiglio dei ministri di giovedì sera.

La nota succosa e’ che lo stesso identico concetto lo aveva espresso, dopo l’incontro a Palazzo Vidoni, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Commentando le parole di Madia, Camusso aveva osservato: “Il ministro dovrebbe cominciare a dire che una delle condizioni per far crescere l’economia è rinnovare i contratti. Le suggerisco questa formulazione”.  Un suggerimento prontamente accolto da Renzi, che ha fatto proprie le parole di Camusso.

(Il che suggerisce, tra l’altro, che dopo due anni di incomunicabilità qualcosa si stia velocemente muovendo tra Palazzo Chigi e le sedi sindacali: Corso Italia compresa)

Renzi non ha specificato di quanto saranno aumentato il fondo  per i contratti, e c’e’ da dire che le distanze sono, al momento, enormi: lo stanziamento in Stabilita’, quello che il premier ha definito ‘’simbolico’’, e’ di appena 300 milioni annui per un triennio, il che consentirebbe un aumento, per i 3 milioni 200 mila statali, di appena lo 0,4%. I sindacati, invece, chiedono aumenti in linea con quelli del settori privati, vale a dire del 4%, cioè tra gli 80 e i 120 euro lordi mensili. Lo sforzo finanziario per le casse pubbliche sarà quindi molto consistente, ma quel che conta e’ che il premier, come ama ripetere, ‘ci ha ’messo la faccia’’.

Anche sulla previdenza risuona la stessa musica tintinnante: al termine dell’incontro di questa mattina con i sindacati, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato la disponibiita’ ad aumentare gli stanziamenti necessari per risolvere sia il problema degli ammortizzatori sociali, sia la flessibilità in uscita delle pensioni. ‘’Risorse ingenti e rilevanti’’, ha promesso Poletti ai sindacati; i quali hanno ovviamente apprezzato, definendo l’incontro ‘’molto positivo’’. Nuovi appuntamenti sono  già fissati in settembre, in modo da avere l’accordo prima della legge di Stabilita’  che dovra’ contenere le misure. Ma anche qui, quel che conta e’ “l’assunzione politica’’, come l’ha definita Poletti, e come ha riconosciuto anche Susanna Camusso: “Abbiamo apprezzato le affermazioni del Governo, quello che intendono proporre in legge di Stabilità sul tema della previdenza è rilevante dal punto di vista economico”.

Ma non e’ finita. Qualcosa si muove anche nel settore privato. Nei giorni scorsi e’ stato firmato il primo accordo sulla riforma dei contratti e le nuove relazioni industriali tra Confapi e sindacati, cui a breve potrebbero seguire quelli con Confartigianato e Confcommercio, praticamente in dirittura d’arrivo. Resta ancora sospesa la trattativa con la Confindustria, che oggi ha vissuto una nuova puntata tra i leader degli industriali e sindacali. Vincenzo Boccia ha traccheggiato sui contratti, affermando che si e’ in attesa delle decisioni di Federmeccanica, la quale, a sua volta, e’ ancora ferma al palo. Ma del resto, questa e’ la strategia decisa fin dall’inizio da Boccia: affrontare prima i temi su cui e’ più semplice trovare intese con Cgil, Cisl e Uil, lasciando in coda quello, scottante, dei rinnovi, e nel frattempo cercando di capire se gli industriali metalmeccanici riusciranno a cavare il ragno dal buco, o se resteranno prigionieri nella ragnatela di una trattativa che va avanti (si fa per dire) da ormai nove mesi.

Resta che, Fedemeccanica a parte, anche questo  incontro e’ stato giudicato ‘’positivo’’ dai sindacati.  Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno infatti trovato una posizione comune sugli ammortizzatori sociali e sulle correzioni da apportare al Jobs act, e la presenteranno ufficialmente il primo settembre. I correttivi saranno poi posti all’attenzione del governo. Le parti hanno anche concordato che nel documento sarà affrontato il tema del rilancio industriale con particolare riferimento alle crisi aziendali complesse. Solo in una seconda fase, dopo l’accordo sugli ammortizzatori, si cercherà di trovare una sintesi sulle nuove relazioni industriali e il modello contrattuale.

A questo proposito, vale la pena di osservare che la battuta di Renzi sulla necessità di ‘’rinnovare i contratti se vogliamo la crescita economica’’, potrebbe riferirsi anche al settore privato, non solo a quello pubblico. E dunque, una moral suasion di un qualche genere sugli industriali, da parte di Palazzo Chigi, non sarebbe sorprendente ne’ fuori luogo, considerando le poste in gioco. E qui torniamo al punto di partenza, cioè alla improvvisa generosità del governo nell’aprire i cordoni della borsa. Il “gioco duro” a cui vuol giocare fino in fondo Matteo Renzi e’ quello del referendum sulle riforme costituzionali. La data non e’ stata ancora fissata, ma certamente non sarà a ottobre, piu’ probabilmente a fine novembre. Se per quell’epoca, per dire, si fossero rinnovati i contratti pubblici (stiamo parlando di oltre tre milioni di persone), sarebbe un buon punto a favore del governo e quindi del ‘’si’’ alle riforme. Se poi, sempre per dire, si fosse risolto anche il nodo delle pensioni, e, vedi mai, perfino il contratto dei metalmeccanici, ci sarebbero molti altri milioni di ragioni in piu’ per un voto favorevole a Renzi.

Come abbiamo detto, i soldi sono il motore di tutto: fanno girare il mondo, fanno sorridere i popoli, tengono in piedi i governi. Il problema e’ solo trovarli.

 

Contrattazione
Ricca l’attività negoziale alle porte di Agosto. Subito prima di andare in ferie, questa settimana, sono stati siglati numerosi contratti in diversi comparti, primo tra tutti quello della Chimica. Infatti, i sindacati di categoria hanno siglato l’accordo con Unionchimica-Confapi  per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori settori chimica, concia, plastica e gomma, abrasivi, ceramica e vetro. Contemporaneamente, questa volta nella grande impresa, si siglava la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo per gli addetti delle industrie conciarie e l’ipotesi di accordo tra Assovetro-Confindustria e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil per il rinnovo del contratto nazionale del vetro, ipotesi inaspettatamente raggiunta ancor prima della scadenza del contratto nazionale. Ma grosse novità arrivano anche nelle relazioni industriali di secondo livello. Dopo l’accordo interconfederale tra Confindustria e Cgil e Cisl e Uil sulla detessazione dei premi di risultato del 14 luglio sono stati siglati gli accordi territoriali con Confindustria Mantova e Lodi che danno attuazione alla Legge di Stabilità 2016 sulle agevolazioni fiscali. Intanto, anche Sistema Imprese e Confsal hanno siglato l’accordo interconfederale sulla detessazione che darà il via a nuovi accordi territoriali per “l’ampliamento quantitativo e qualitativo della contrattazione di prossimità”. Sono stati siglati poi, l’accordo integrativo per lo stabilimento di Sulmona (AQ) della società Spumador; il protocollo d’intesa per il rinnovo del contratto delle aziende private dell’Igiene ambientale aderenti a Fise Assombiente; l’accordo di programma per il porto di Gioia Tauro e l’Intesa istituzionale per il porto di Taranto; l’intesa per il rinnovo del contratto nel settore dell’autonoleggio; l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle autostrade che ha scongiurato lo sciopero del 31 luglio e 1 agosto. Inoltre, le Ferrovie Italiane hanno firmato due accordi con i sindacati di categoria che permetteranno 360 nuove assunzioni e l’isitutzione di un fondo di sostegno al reddito per l`accompagnamento alla pensione per 420 lavoratori. Invece i lavoratori della Fincantieri hanno approvato l’ipotesi d’accordo sottoscritta lo scorso 24 giugno. Infine, si è raggiunto l’accordo Federmanager-Telecom sui 170 esuberi. I manager, individuati tra quelli in prossimità del pensionamento, lasceranno il posto di lavoro entro il 31 dicembre.

 

La nota
Fernando Liuzzi fa il punto sullo sviluppo della contrattazione nel settore privato. L’associazione delle imprese minori, Confapi batte sul tempo Confindustria e trova con Cgil, Cisl e Uil un’intesa sul modello contrattuale e la rappresentanza. Liuzzi fa il punto anche sullo stato della vertenza per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici tra Federmeccanica e Fim, Fiom, Uilm.

Elettra Raffaela Melucci, discutendo con il segretario nazionale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, ci parla dell’acquisizione e della riqualificazione dell’ex BredamenariniBus di Bologna e l’ex Irisbus di Flumeri (Avellino) da parte di Industria Italiana Autobus.

 

Interviste
Alessia Pontoriero ha intervistato il segretario generale della Cisl Asse del Po, Giuseppe Demaria sui contratti territoriali stipulati a Mantava e Lodi con la rispettiva Confindustria locale. Gli accordi applicano le agevolazioni fiscali relative agli aumenti di risultato previsti dalla legge di Stabilità prima e dall’accordo interconfederale del 14 luglio poi.

 

Diario della crisi
In Piemonte dopo la marcia per il lavoro organizzata dalla Fiom-Cgil per difendere i 127 lavoratori della Sandretto a rischio esubero, l’azienda è pronta a ritirare le procedure di liquidazione. L’ha annunciato, questa mattina 29 luglio, durante il tavolo di crisi istituito presso l’assessorato al Lavoro. I dipendenti dell’Embraco di Riva di Chieri hanno effettuato due ore di sciopero per sollecitare l’azienda a chiarire la situazione produttiva e occupazionale dello stabilimento in risposta del quale l’azienda ha ribadito la disponibilità per un incontro con i sindacati a settembre. In Sicilia, invece, dopo la protesta dei lavoratori edili dell’ex gruppo Aiello davanti la clinica Santa Teresa di Bagheria contro gli esuberi previsti, l’ufficio provinciale del lavoro ha deciso di rinviare la procedura di licenziamento di 120 lavoratori al prossimo 9 Agosto. In Liguria, procede la vicenda Ericsson. Il 28 luglio sono scaduti i termini per la messa in mobilità dei lavoratori e i delegati Rsu della Slc-Cgil hanno deciso di produrre il secondo video di denuncia contro le decisioni aziendali di ridurre l’organico in tutte le aziende italiane nonostante il Governo abbia investito circa 7 miliardi nel settore. A proposito del quale il 25 luglio, si è svolta una seduta congiunta del Consiglio della regione Liguria e del Comune di Genova per fermare i licenziamenti annunciati dalla multinazionale svedese. Sempre a Genova, Trenitalia-Cargo ha deciso di chiudere l’impianto officina di Genova-Rivarolo spostando la produzione in un altro sito. I sindacati di categoria in una nota stampa unitaria chiedono il ritiro della decisione. Nel Lazio, i sindacati di categoria hanno proclamato lo sciopero dei dipendenti dell’Ibm per il mancato accordo sulla cessione di ramo d’azienda. Ibm, infatti, non garantirà la continuità occupazionale del famoso laboratorio di ricerca di Roma. Mentre, in Toscana il personale di Poste Italiane della Toscana hanno protestato in piazza della Repubblica a Firenze contro la privatizzazione del Gruppo. Infine questa settimana sono stati annunciati diversi esuberi in alcune aziende presenti a livello nazionale: Natuzzi ha annunciato al Mise 330 esuberi, Tirreno Power non ha ancora ritirato, nonostante le proteste che durano da settimane, i 200 licenziamenti annunciati e Banca Carige ha presentato il nuovo piano industriale che prevede il taglio di 500 posti di lavoro in tutta Italia.

 

Il blog del Diario
Marco Bentivogli, Contrattare si può. E fare accordi anche. Federmeccanica prenda esempio.

Gaetano Sateriale, Se riformismo e radicalismo possono andare insieme (una risposta a Sanna, sul sindacato 2020)

 

Documentazione
Anche questa settimana numerosi i report Istat da consultare nella sezione dedicata: il report sui prezzi alla produzione dei prodotti industriali di giugno 2016, le stime sui prezzi al consumo di luglio 2016, le stime su occupazione e disoccupazione di giugno, il rapporto su contratti collettivi e retribuzioni contrattuali dello scorso mese, il report sulla fiducia delle imprese e dei consumatori di luglio e, infine, il report sul mercato immobiliare del I trimestre 2016. Inoltre è possibile visionare la documentazione del Rapporto Svimez 2016: l’intervento del Direttore, Riccardo Padovani, l’appendice statistica e le anticipazioni al rapporto. E’ possibile trovare l’indagine rapida sulla produzione industriale del Centro Studi Confindustria e le ipotesi di accordo tra filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil con  Assosistema-Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale lavanderie industriali e Anfao-Confindustria per il rinnovo del contratto collettivo occhialeria. Infine, sulla contrattazione di secondo livello troviamo il testo degli accordi sulla detassazione dei premi di risultato siglati da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria Lodi e Mantova, l’accordo interconfederale Sistema Impresa-Confsal e la nota operativa del Ministero del lavoro relativa al deposito contratti e alla dichiarazione di conformità della detassazione.

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