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Home - Newsletter - Newsletter – 30 giugno 2017

Newsletter – 30 giugno 2017

30 Giugno 2017
in Newsletter

Ricordate la disintermediazione? Non esiste più. Lo abbiamo visto in questi mesi, anzi da più di un anno, come sia rifiorito il dialogo tra i governi – quello di Gentiloni, ma anche  l’ultimo periodo di Matteo Renzi- e il sindacato.  Adesso è arrivato il ripudio ufficiale di quella teoria, ed è stato proprio Gentiloni ad affermarlo a chiare lettere nel suo intervento al congresso della Cisl. Il dialogo tra istituzioni e corpi intermedi, ha scandito il premier tra gli applausi dei delegati Cisl, è l’unica via per avere democrazia e libertà. Tutto il suo intervento è servito a dire, appunto, come sia indispensabile lavorare assieme per rimettere al centro la persona, per risolvere i problemi delle imprese e dei lavoratori, per tornare ad avere davvero lo sviluppo.

Gentiloni ha anche lodato le posizioni della Cisl, ha fatto suo l’impegno di mettere la persona al centro dell’azione. Il congresso della Cisl è servito proprio a ridare fiato a chi le persone, i cittadini, i lavoratori, non ha mai dimenticato, e per loro ha lavorato in questi anni.  Lo testimonia non tanto la partecipazione del premier al congresso (anche Enrico Letta quattro anni fa partecipò all’assise della Cisl, anche lui in camicia e con le maniche arrotolate, come giovedì Gentiloni, a dimostrazione di quanto si sentissero entrambi a proprio agio di fronte a quella platea) quanto l’elevato numero di esponenti del governo seduti in prima fila ad ascoltare la relazione di Annamaria Furlan. Sette, otto ministri, e in piu’ anche tutte le persone che contano nel mondo del lavoro e delle relazioni industriali.

Del resto, è valsa la pena attraversare Roma in un caldo canicolare, per ascoltare la segretaria generale: una relazione molto bella, piena di valori, di riferimenti etici, di promesse, ma anche e soprattutto di proposte. C’è da credere che forse davvero qualcosa stia finalmente andando nel verso giusto, almeno su questo fronte. Se Paolo Gentiloni afferma che le relazioni industriali possono aiutare l’Italia a rafforzare lo sviluppo, questo qualcosa significa, è lo specchio di un’inversione di tendenza che promette bene per il prossimo futuro.

Un futuro nel quale, tra l’altro, saranno proprio le parti sociali a fare la prima mossa. Martedì 4 luglio i vertici di Confindustria e di Cgil, Cisl e Uil si incontreranno per tentare di mettere nero su bianco qualche cosa che assomigli a un vero accordo sui temi difficili della contrattazione e della rappresentanza. Un appuntamento molto atteso, che potrebbe rompere il muro di silenzio alzato dalla Confindustria sul tema delle relazioni industriali future.

Non e’ escluso che le parti possano uscire da questa riunione con un accordo, sia pure di gestione dei prossimi impegni, ma certezze non ne esistono. Soprattutto negli ultimi giorni è sceso un po’ di gelo nei rapporti tra le parti e proprio rispetto al futuro della contrattazione. Il vicepresidente di Confindustria per i problemi sindacali, Maurizio Stirpe, ha infatti affermato che a loro avviso il modello  da sviluppare nel campo della contrattazione è quello offerto dal contratto dei metalmeccanici.

Una posizione che non è piaciuta ai sindacati. Soddisfatti, certo,  che si sia rinnovato il contratto dei metalmeccanici e che lo si sia fatto con una firma unitaria, anche della Fiom da anni lontana dai tavoli contrattuali; ma non al punto da scegliere il modello Federmeccanica come il modello unico per tutta l’industria. Tanto piu’ dopo una stagione di rinnovi contrattuali di gran successo, ma caratterizzata da una sorta di ‘’fai da te’’, dove ogni categoria dell’industria ha scelto il modello che le era piu’ congeniale, arrivando a soluzioni molto differenti tra loro. Al punto da far pensare che, ormai, sia impossibile, se non inutile, cercare un modello unico, e considerando piu’ conveniente procedere sulla stessa strada.

Un modello unico, inoltre, non piace ai sindacati, ma nemmeno a molte categorie di Confindustria. Il contratto dei chimici, per esempio, non è da meno di quello dei metalmeccanici: e la prova è venuta proprio in questi giorni quando è stata fatta una prima verifica di quell’intesa, ed è stato trovato un accordo su come procedere senza clamore, con un’intesa immediata quanto fruttifera.

Se questo ostacolo non dovesse sorgere il dialogo potrebbe svolgersi bene, ma è difficile che si dirimano i punti importanti che dividono le parti. Sul tema, spinoso, della perimetrazione dei contratti, per esempio, è impossibile che si arrivi subito a un accordo. La Confindustria infatti insiste, e insisterà il 4, perché si stabilisca cosa possono fare Confindustria, Confcommercio e le confederazioni degli artigiani per non pestarsi i piedi in una concorrenza difficile. Ma i sindacati non possono impegnarsi più di tanto su questo terreno. Il tema dovrebbe essere al centro di un discorso comune con la presenza non solo dei sindacati e degli industriali, ma, appunto, anche dei rappresentanti dei commercianti e degli artigiani. Il che crea dei problemi,  quanto meno diplomatici, anche solo per far partire un dialogo del genere.

Il 4 luglio si parlerà anche di welfare contrattuale, per il quale urgono delle direttive, delle regole, anche perché questo sta diventando l’oggetto primario di tutti i rinnovi contrattuali. E si parlerà anche degli ammortizzatori sociali in scadenza, per i quali una soluzione deve essere trovata prima che esploda un problema sociale.

Insomma, le difficoltà non mancano, ma seguendo il criterio del dialogo, della ricerca paziente dell’intesa, forse possono essere superate. Se il messaggio che esce dal congresso della Cisl, tanto più dopo gli interventi dei segretari generali di Cgil e Uil, è quello del confronto continuo, forse si può essere anche ottimisti. E dopo tanti anni di pessimismo, un po’ di rosa è ben accetto.

 

Contrattazione

Questa settimana Felsa, Nidil e UilTemp hanno sottoscritto con Assirm, l’Associazione che riunisce i maggiori istituti italiani di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, nuove regole, che prevedono incrementi progressivi dei compensi orari e tutele relative a riposo psico-fisico, maternità, malattia e infortuni per il 20 mila lavoratori del settore. Inoltre, è stato siglato il rinnovo del contratto nazionale delle imprese Ortofrutticole appartenenti a Fruitimprese scaduto il 31 dicembre scorso.

La nota

In vista dell’incontro di martedi 4 luglio tra sindacati e Confindustria, Nunzia Penelope fa il punto sulla trattativa destinata, almeno in teoria, a disegnare le nuove relazioni industriali. Avviata ormai da anni, scandita da un’infinita serie di stop and go, sembra non riuscire mai a raggiungere una conclusione concreta. Sara’ questa la volta buona?

Alessia Pontoriero riferisce sul Congresso della Cisl, che si e’ aperto a Roma giovedi 28 giugno con la relazione del segretario generale Anna Maria Furlan. Sulle stesso tema, Elettra Raffaela Melucci riporta l’intervento di Papa Francesco rivolto ai delegati Cisl e il saluto di Furlan al Pontefice.

Interviste

Tommaso Nutarelli ha intervistato Stefano Malandrini, responsabile area lavoro e welfare di Confindustria Bergamo, per parlare della recente intesa siglata con UBI Banca in materia di welfare aziendale, e sulle prospettive che puo’ avviare.

Emanuele Ghiani fa il punto, con il segretario nazionale della Fillea Cgil, Gianni Fiorucci, sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro per le imprese produttrici di elementi e componenti in laterizi della piccola e media impresa.

Analisi

Alessandra Servidori  riferisce i contenuti del dibattito sull’alternanza scuola-lavoro che si e’ svolto all’Università di Modena, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi e il rettore dell’Ateneo Angelo Andrisano.

Il blog del diario

Roberto Polillo analizza i risultati del ballottaggio delle ultime elezioni amministrative. La sconfitta della sinistra in città come Genova, Sesto San Giovanni e Carrara, rende il quadro politico radicalmente diverso, evidenziando uno spostamento importante dell’elettorato a destra.

Giuliano Cazzola continua la narrazione del sindacato d’antan, ricostruendo per i nostri lettori il precario e laborioso sistema di raccolta ‘’a mano’’ dei contributi sindacali, in vigore prima che  si arrivasse alla grande conquista della delega in busta paga.

Diario della crisi

Questa settimana, l’azienda Natuzzi, alla presenza del viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova, dei rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata e dei sindacati di categoria, ha annunciato l’impossibilità di sostenere il piano industriale concordato nel 203. A rischio 1.300 posti di lavoro. Nella pubblica amministrazione, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono “una soluzione immediata” per i quasi duemila precari dei centri per l’impiego e per i circa ottomila dipendenti a tempo indeterminato che sono “privi di garanzie rispetto al pagamento delle retribuzioni e all’avvio di un percorso di stabilizzazione”. I sindacati insieme ai lavoratori si troveranno lunedì, 3 luglio, in piazza in segno di protesta. Filt-Cgil Piemonte ha proclamato uno sciopero di 4 ore del Gruppo Torinese Trasporti contro “l’inadempienza e l’incapacità gestionale dell’attuale dirigenza a risolvere le problematiche di questo settore”. Infine, al Palazzo di giustizia di Milano circa 600 lavoratori della Securpolice non ricevono più lo stipendio nonostante il commissariamento della società che gestisce la sicurezza.

Documentazione

Nella sezione dedicata è possibile visualizzare il testo del discorso di Papa Francesco ai delegati della Cisl e la sintesi della relazione congressuale del segretario generale della Cisl Anna Maria Furlan. Sono inoltre consultabili i dati Istat sui prezzi alla produzione dell’industria e dei servizi di maggio, i dati sui prezzi al consumo di giugno, i dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese di giugno e il rapporto sul commercio extra-Ue. Infine, e’ pubblicato nella sezione il rapporto Assosomm “I primi venti anni di somministrazione in Italia” e la nota trimestrale del Ministero del lavoro, Inps, Istat e Inail sulle tendenze dell’occupazione del I trimestre 2017.

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