“Con la firma del nuovo Ccnl, che mette nelle tasche dei braccianti un aumento del 5,1% ed aggiorna diritti e tutele, ancora una volta la contrattazione si è rivelata una leva fondamentale per riconoscere il dovuto protagonismo dei lavoratori dentro una visione ampia volta al bene comune, al lavoro dignitoso, alla sicurezza alimentare, al presidio del territorio: è un messaggio di straordinaria importanza non solo per la categoria e per gli operai agricoli e florovivaisti ma per tutto il Paese, e afferma il valore di un modello di relazioni industriali e sindacali che sta molto a cuore alla Fai e alla Cisl, fondato su più partecipazione, solidarietà, senso di responsabilità”.
Così il Reggente nazionale della Fai Cisl Antonio Castellucci commenta la firma del nuovo Ccnl degli operai agricoli e florovivaisti, giunto dopo una trattativa di 5 mesi e un negoziato finale di quasi 24 ore consecutive tra i sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil, e le parti datoriali Cia, Coldiretti e Confagricoltura.
“Nonostante l’impatto delle tensioni geopolitiche e della crisi climatica – sottolinea Castellucci – il comparto agricolo italiano continua a rappresentare uno dei pilastri strategici del Paese, non solo per il valore economico prodotto, ma anche per il suo ruolo occupazionale, sociale e territoriale. Il made in Italy agroalimentare ha dimostrato una significativa capacità di resilienza, ed era fondamentale, dunque, che il nuovo Ccnl riconoscesse le opportune conquiste economiche e normative di cui necessita il settore. Pensiamo, per ricordarne alcune, alle maggiori tutele per i lavoratori avventizi finalizzate alla stabilità occupazionale, oppure alla valorizzazione della contrattazione provinciale e degli enti bilaterali, prevendendo finalmente la possibilità di stipulare convenzioni con le sezioni territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, incentivando così, a partire dai territori, una piena applicazione della Legge 199/2016 contro il caporalato. Pensiamo poi all’importanza delle maggiori tutele in caso di malattia ed infortunio, all’equiparazione dei trattamenti economici tra festività civili e religiose, all’incremento delle prestazioni dell’Eban, alla tutela amministrativa per i lavoratori immigrati, all’incremento dei permessi straordinari. È stata una sfida indubbiamente impegnativa e di grande responsabilità, ma utile a costruire una sintesi ampiamente condivisa da tutte le parti. Un grande ringraziamento – conclude Castellucci – va alla delegazione trattante, composta da colleghi provenienti da tutta Italia: la loro partecipazione è stata determinante sia nella costruzione della piattaforma che, successivamente, in questi mesi e in tutte le altre fasi, per contribuire a una trattativa realmente rappresentativa e radicata nei bisogni dei territori e degli operai agricoli e florovivaisti”.
“Oltre 1 milione di lavoratrici e lavoratori vedono oggi il loro contratto nazionale rinnovato – dichiara con soddisfazione Silvia Guaraldi, Segretaria Nazionale Flai-Cgil – un contratto destinato a dare tutele e salario a chi ogni giorno ci consente di portare le prelibatezze italiane sulle nostre tavole e sulle tavole di tutto il mondo” sottolinea la sindacalista.
“La Flai si dice soddisfatta dell’incremento salariale – pari al 5,1% e che sarà erogato in due tranche, la prima dal 1 giugno pari al,3,4% e la seconda dal 1 gennaio 2027 corrispondente al restante 1,7% – che dà una risposta in tema di tutela del potere di acquisto agli addetti del settore anche grazie ad una importante prima tranche che risponde anche all’emergenza economica in corsa.
Importanti i percorsi di strutturazione e consolidamento delle garanzie occupazionali per gli operai stagionali, sia con l’introduzione di una nuova modalità di assunzione triennale sia con un rafforzamento delle convenzioni aziendali e aziendali. Sempre per rilanciare la stabilizzazione di grande valore anche l’introduzione di un elemento aggiuntivo alla retribuzione dello 0,4% per i lavoratori e le lavoratrici con anzianità triennale nella stessa azienda con un’occupazione di almeno 150 giornate annue.
Attenzione ai lavoratori migranti e alle donne vittime di violenza sono altra caratteristica del rinnovo contrattuale che hanno per noi grande valore.
Importante inoltre la sottolineatura della funzionalità della bilateralità come fonte promotrice di dialogo con le istituzioni in materia di mercato del lavoro, di trasporto, di condizioni alloggiative anche attraverso il convenzionamento con le sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità, luogo essenziale per il contrasto allo sfruttamento lavorativo.
“Conquiste salariali e normative – ribadisce Guaraldi – che mirano a dare riconoscimento e valore ai lavoratori e alle lavoratrici agricole, essenziali per natura vista l’importanza del loro lavoro per la vita di ognuno di noi e per il presidio del territorio e che oggi hanno una risposta importante in tal senso”.



























