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Perché il reddito di cittadinanza rischia di fallire

redazione
Ottobre23/ 2018

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso 18 ottobre, Maurizio Ferrara, docente di scienze politiche all’università di Milano e supervisore scientifico del Laboratori Percorsi di Secondo Welfare, mette in risalto i motivi per i quali il reddito di cittadinanza, nell’impostazione datagli dal Governo nella manovra, rischia di fallire nel suo obbiettivo, combattere la povertà.

Per Ferrera il reddito di cittadina rischia di aggirare tutti i problemi che causano le povertà, e trasformarsi in un azzardato e fallimentare “salto della rena”.

Ferrera spiega infatti che il contrasto alla povertà può essere attuato attraverso un ampio ventaglio di politiche, che abbiano un effetto preventivo, riparativo e compensativo. In concreto, i paesi con un tasso di povertà basso possono contare su buoni sistemi educativi e scolastici (misure preventive), robuste politiche attive per il lavoro (misure riparative) e forme di sostegno al reddito mirate, anche per chi, pur avendo un’occupazione e percependo un salario, vive in condizioni economiche precarie (misure riparative).

Il reddito di cittadinanza si inserisce all’interno di questo terzo gruppo. Ma, argomenta Ferrera, allo stato attuale, rischia di essere inefficace, anche a causa di deficit e distorsioni del nostro sistema di welfare. L’azzardo consiste proprio nel puntare tutto su questo strumento, che in molte aree del Sud rischia di essere la unica e sola chance per chi non ha un’occupazione.

Per quanto riguarda il secondo errore di impostazione, Ferrera lo individua nel fatto che il reddito di cittadinanza sia stato presentato come una misura di reinserimento nel mondo del lavoro. Ma questa visione, sostiene Ferrera, presuppone che ci una domanda di occupazione inevasa.

Un tale scenario, tuttavia, non trova riscontro nel mercato del lavoro italiano, che sconta un deficit cronico di posti di lavoro e presenta delle aree estremante depresse nel Meridione.

Concludendo, Ferrera sostiene che, in prima battuta, sarebbe stato molto più utile rafforzare e ampliare il reddito di inclusione o sostenere le numerose misure di sostegno sperimentate al livello locale. Uno strumento così ampio e complesso come il reddito di cittadinanza , invece, richiede uno sforzo progettuale più complesso, e non una strada improvvisata come quella intrapresa dal Governo.

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