Che lavoro faranno i giovani nei prossimi dieci anni? Come si preparano a una trasformazione che non è solo tecnologica, ma cognitiva e culturale? Sono le domande al centro del convegno “Il lavoro che verrà: scuole, università e imprese. Dialogo tra innovazione scientifica e riflessione umanistica”, in programma giovedì 13 novembre alla Pontificia Università della Santa Croce, nel cuore di Roma.
Una giornata che riunisce voci autorevoli del mondo accademico, delle istituzioni e delle imprese, nel tentativo di superare la sterile contrapposizione tra competenze tecniche e umanistiche: dalla riflessione sul ruolo delle scuole nella formazione dei cittadini del futuro, agli scenari economici e sociali posti dall’intelligenza artificiale.
Tra i protagonisti della giornata anche il Presidente CIDA, Stefano Cuzzilla, che interverrà con una relazione dal titolo: “L’era della conoscenza aumentata. Come cambia la cultura d’impresa, l’etica, il lavoro e la formazione professionale”.
“Non siamo di fronte a una semplice rivoluzione tecnologica, ma a una rivoluzione della conoscenza che sta riscrivendo le regole del lavoro, della cultura d’impresa e persino della formazione personale. In questo scenario, la sfida non è inseguire l’algoritmo, ma governarlo con coscienza, visione e responsabilità. Per farlo, dobbiamo intrecciare il pensiero umanistico con l’innovazione scientifica, formando persone capaci non solo di usare nuovi strumenti, ma di interpretarne il senso. Il futuro del lavoro nascerà dove scuole, università e imprese sapranno collaborare per costruire una leadership capace di fare sintesi tra sapere e saper essere — perché il progresso non vale nulla se dimentica l’uomo. È per questo che convegni come questo sono momenti preziosi, per costruire insieme il domani che vogliamo”.




























