ll contratto della Cisal per i call center è in dumping e la Cisal stessa non è un sindacato rappresentativo nel settore. Lo ha stabilito il Tribunale di Trani con un giudizio che non lascia spazio a equivoci.
Il caso è quello di Network Contacts che unilateralmente aveva deciso di applicare ai suoi lavoratori un contratto diverso da quello firmato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, i sindacati più rappresentativi nel settore Tlc. Nel settembre scorso la prima sentenza del Tribunale di Trani aveva condannato Network Contacts per condotta antisindacale, sentenza contro la quale l’azienda ha presentato ricorso. Mercoledi 11 marzo è poi seguito il giudizio di merito dello stesso Tribunale: la Cisal non è un sindacato rappresentativo nel settore delle Tlc e il contratto firmato per il settore del Crm Bpo (Customer Relationship Management – Business Process Outsourcing) è in dumping.
La sentenza firmata dalla giudice del lavoro evidenzia che la Cisal ha una rappresentanza inferiore all’1% nel settore e che l’azienda ha tentato di introdurre un accordo che incide in modo peggiorativo su diritti e condizioni economiche delle lavoratrici e dei lavoratori, tagliando le ore di malattia e i permessi retribuiti e svuotando la clausola sociale che tutela l’occupazione. Il settore, peraltro, è regolato da un contratto nazionale rinnovato di recente dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, che resta il riferimento per la disciplina del lavoro nel comparto.
E’ proprio il principio di rappresentanza e di contratto leader a fare titolo. Nelle 23 pagine della sentenza, si legge infatti, tra l’altro, che “la questione della rappresentatività delle associazioni sindacali e datoriali firmatarie dei contratti collettivi posti a raffronto assume rilievo dirimente nel presente giudizio, poiché la contestata condotta datoriale si inserisce in un contesto normativo e ordinamentale nel quale la rappresentatività comparata costituisce criterio selettivo essenziale”
E ancora: “la nozione di rappresentatività comparata non può essere intesa in senso meramente formale, né ridotta al solo dato della stipulazione di un contratto collettivo, ma richiede una valutazione complessiva e sostanziale, fondata su una pluralità di indici”, che la sentenza elenca puntualmente e nelle quali non rientra la Cisal. Va aggiunto che in questa causa la Asstel, firmataria del contratto leader del settore, richiamato nella sentenza, era a sua volta schierata in accordo coi sindacati dei lavoratori.
“È un’ottima notizia per le lavoratrici e i lavoratori del settore e anche per il sistema di relazioni sindacali del Paese – commenta Riccardo Saccone, segretario della Slc Cgil- Oggi siamo più forti nel richiedere politiche di settore a difesa delle migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori che stanno attraversando una fase inedita e una crisi lunghissima di un settore strategico per il Paese. Il giudice del Lavoro di Trani ha scritto un’ulteriore pagina a favore della contrattazione di qualità e della rappresentanza”
Dello stesso tenore anche la Uil. “È importante la sentenza del Tribunale del lavoro di Trani che ha condannato la Network Contact per comportamento antisindacale, riconoscendo l’errata applicazione, nel settore dei contact center, di un contratto firmato da organizzazioni prive di una reale rappresentanza, quali Assocontact e Cisal, per ridurre le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, commenta la segretaria confederale Vera Buonomo.
«È grave – aggiunge -che ancora alcune imprese continuino ad aggirare i contratti di settore applicando accordi privi di rappresentanza reale con l’unico obiettivo di ridurre il costo del lavoro. È una pratica che altera la concorrenza tra imprese e colpisce direttamente i diritti e le condizioni di chi lavora. Pertanto – ha concluso Buonomo – continueremo la nostra battaglia contro i contratti pirata, una piaga diffusa soprattutto nel sistema degli appalti e delle esternalizzazioni, che vanno contrastati con regole chiare sulla rappresentanza e sulla corretta applicazione dei contratti collettivi”
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