Secondo il dodicesimo rapporto annuale Federculture, “Impresa Cultura. Creatività, partecipazione, competitività”, nel 2015 la spesa delle famiglie italiane per cultura e ricreazione è pari a 67,8 miliardi di euro, +4% rispetto al 2014, recuperando buona parte di quanto perso con la crisi nel 2012/2013.
Nel 2015 gli italiani sono tornati a teatro (+4% sul 2014 e +8% sul 2013), nei musei (+7% e +18%), e nei siti archeologici (+8 e + 16%).
Dato particolarmente positivo è che la fruizione culturale cresce molto tra i giovani: nel 2015 rispetto al 2014, nella fascia di età 15-17 anni la fruizione teatrale aumenta del 16,6% e quella dei musei del 10,6%; in quella 20-24 anni si registra per il teatro una crescita dell`11,4%, per musei e mostre un +14,3%, nei concerti di musica classica +8,2%.
Tuttavia non si possono tralasciare alcuni elementi di criticità. Tra questi il fatto che la partecipazione alla cultura sia ancora diffusa tra fasce ristrette della popolazione: l’astensione culturale, in calo nel 2015 del 4% rispetto all’anno precedente, riguarda ancora il 18,5% dei cittadini vale a dire circa 11 milioni di italiani che non fruiscono di cinema, teatro, musei, concerti, né praticano la lettura.
La spesa media mensile delle famiglie dedicata a cultura, che a livello nazionale è pari a 126,41 euro, nel Nord-Est è di 159 euro, nel Centro il dato scende a 128 euro e crolla nel Sud e nelle Isole rispettivamente a 84 e 78 euro.
Sul fronte del turismo l’Italia ha recuperato ben 18 posizioni nella classifica della competitività turistica del World Economic Forum, passando dal 26° posto del 2013 all`8° del 2015. La maggior parte degli arrivi e delle presenze è fortemente concentrata in alcune regioni, in particolar modo al Sud, ma tuttavia i siti non sono adeguatamente valorizzati.





























