Il Veneto ha definito un’intesa che garantisca la piena operatività delle sue Case di Comunità, con l’obiettivo primo di rafforzare la medicina territoriale. Nel corso dell’incontro tra il presidente Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e i rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale in Veneto, è stato raggiunto un accordo che consentirà di assicurare la presenza dei professionisti nelle Case di Comunità e di valorizzarne pienamente il ruolo al servizio dei cittadini.
“Il Veneto è laboratorio di buone pratiche oltre che modello di riferimento per l’intero Paese – dichiara Stefani -. Fin dalla loro progettazione abbiamo sostenuto che le Case di Comunità dovevano diventare il punto di riferimento della medicina territoriale, il luogo in cui il cittadino trova assistenza e continuità di cura in modo diffuso. Abbiamo attivato una task force e ho voluto seguire personalmente l’accordo fino ad oggi, giorno per giorno. Scegliamo di investire nel territorio, riattivare il circuito delle visite domiciliari, aprire le porte della sanità al cittadino. Oggi dimostriamo che, quando ci sono responsabilità e volontà di collaborare, le soluzioni si trovano”.
























