“Siamo a fianco delle oltre 200mila lavoratrici e lavoratori che operano nelle strutture della sanità privata accreditata, dei Centri di Riabilitazione e delle Rsa aderenti ad Aiop ed Aris, che rivendicano il rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro e sosteniamo con forza la vertenza portata avanti dalla nostra Funzione Pubblica, che rappresenta il personale che opera nel settore sanitario e socio sanitario privato, unitamente alle altre federazioni di categoria confederali”. Lo afferma il segretario confederale della Cisl, Sauro Rossi, a fronte dello sciopero nazionale proclamato unitariamente per oggi dalle Federazioni di categoria, con una giornata di mobilitazione che, dopo i presidi delle scorse settimane davanti alle principali strutture della sanità privata, vedrà oggi presidi organizzati sotto le sedi delle Regioni.
“Consideriamo inaccettabile – ha aggiunto – una situazione che vede le parti datoriali Aiop ed Aris bloccare il rinnovo del contratto del personale che opera nelle strutture della sanità privata accreditata scaduto da oltre 6 anni e il contratto unico delle Rsa fermo da 13 anni. Sanità privata significa servizio pubblico e in questo contesto non ci possono essere lavoratrici e lavoratori con contratti che hanno oggi delle differenze normative importanti e salariali così marcate che arrivano anche al 40%”.
“Sollecitiamo con forza Regioni e ministero della Salute ad attivarsi concretamente, anche alla luce dei percorsi di accreditamento che consegnano a queste realtà private importanti risorse pubbliche, al fine di superare gli ostracismi, rinnovare rapidamente i contratti restituendo dignità, salari e diritti alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno svolgono un servizio pubblico essenziale, garantendo cure, assistenza e professionalità alle persone più fragili e bisognose”, ha concluso il sindacalista della Cisl.

























