“La scuola non può diventare il surrogato dei centri estivi, né il personale Ata può essere considerato automaticamente disponibile”. Così la Flc Cgil Emilia-Romagna interviene sul Piano Estate, il programma ministeriale con attività didattiche, ricreative e sportive nei periodi di sospensione delle lezioni. Il ministero ha stanziato 300 milioni di euro e per l’Emilia-Romagna le candidature ammesse superano i 25,5 milioni.
Il sindacato non mette in discussione il valore delle attività educative, ma elenca i punti irrinunciabili: nessuna adesione obbligata del personale Ata, nessun ordine di servizio mascherato da progetto educativo, nessun lavoro aggiuntivo senza incarico e senza pagamento, confronto preventivo con Rsu e personale prima dell’avvio delle attività.
“A fine anno scolastico le segreterie sono già sommerse da scadenze, organici, graduatorie, bilanci e rendicontazioni. I collaboratori scolastici lavorano spesso con personale ridotto, tra ferie e mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato”, spiega la Flc Cgil.
Il sindacato invita il personale a segnalare eventuali anomalie e forzature: “Le scuole aperte non si fanno con il lavoro invisibile. Il personale Ata non è una risorsa da spremere: è lavoro, professionalità, diritti”.























