Rivista di studi sulla rappresentanza del lavoro nella società globale” – n. 7
Le dinamiche economiche e sociali della realtà contemporanea sembrano chiamare il mondo del lavoro, il movimento sindacale e gli ambienti imprenditoriali a sviluppare una rinnovata riflessione sul nesso tra produttività e fiducia. Nell’editoriale si riflette sul ruolo sempre maggiore del movimento sindacale per una regolazione sociale del mercato, dopo i processi di affermazione del capitalismo associativo (anche alla luce delle recenti esperienze statunitensi) e della maggiore responsabilità sociale nella società aperta. La strada è indicata, anche se molto cammino, ancora, sembra doversi percorrere per riflettere sugli orizzonti che Mario Romani presentava, già all’inizio degli anni Cinquanta. Nella sezione “Forum”, la rivista ospita sul tema “Produttività e fiducia nelle relazioni sindacali” un appassionante confronto tra Leonardo Becchetti, Roberto Crivelli, Carlo De Masi, Giuseppe Lupo, Pietro Merli Brandini e Vincenzo Saba.
All’interno: Giorgio Santini compie una valutazione rigorosa sull’efficacia delle politiche di sostegno allo sviluppo, presentando la proposta della Cisl di un Patto di responsabilità tra il Governo nazionale, le Regioni e le parti sociali, per utilizzare al meglio le risorse disponibili per il Mezzogiorno; Vittorio Pelligra fa il punto sui recenti studi compiuti per tentare di misurare in maniera rigorosa l’impatto della fiducia rispetto a diverse dimensioni della vita economica, concentrando la sua attenzione sul funzionamento del rapporto tra l’idea di fiducia e quella di produttività in tale contesto; Sebastiano Fadda sottolinea l’importanza che, al fine di superare la presente crisi economica, rivesta una urgente integrazione tra le politiche di sviluppo e le politiche del lavoro; Stefano Musso, analizzando da una parte il ruolo giocato dal welfare aziendale nella storia delle relazioni industriali in Italia e gli atteggiamenti e le strategie dei soggetti coinvolti, e dall’altra le dinamiche che si sono innescate tra i servizi aziendali e il welfare pubblico, delinea alcuni spunti di riflessione sulla situazione odierna; Federico Morelli, per incentivare la produttività del lavoro, sottolinea la necessità di procedere sin dalle prossime contrattazioni di settore ad incrementare nel secondo livello contrattuale in modo significativo la quota percentuale della remunerazione variabile rispetto alla retribuzione complessiva fissa fino ad oggi registrata; Evgheni Novoselov riflette sul crollo del sistema sovietico e sulle radicali e traumatiche trasformazioni che hanno subito i lavoratori russi; Luigi Cocilovo propone di avviare una riflessione per definire i caratteri di una strategia di lungo termine nelle relazioni tra l’Europa e il Mediterraneo, nell’epoca della globalizzazione e del crescente rischio di divaricazione, non solo economica, tra il Nord ed il Sud.


























