“L’equiparazione delle retribuzioni dei direttori generali a tutte le Regioni del Nord Italia deve andare di pari passo con un giusto riconoscimento anche del personale del comparto”. La rivendicazione è contenuta in una nota delle delle segreterie piemontesi delle Federazioni del Pubblico impiego di Cgil Cisl Uil, che chiedono all’assessorato regionale alla Sanità “confronto e monitoraggio costante” sulla situazione del personale sanitario.
La riorganizzazione che ha coinvolto la sanità piemontese non può “prescindere da una serie di fattori che possono essere determinanti per raggiungere gli obiettivi prefissati. I dati evidenziano una situazione estremamente critica per quanto riguarda il personale sanitario con una forte contrazione delle assunzioni soprattutto del personale infermieristico e dell’assistenza. Ad una crescita dei bisogni del cittadino si è contrapposta una riduzione delle risorse che di riflesso ha visto diminuire di oltre 3 mila unità la forza lavoro a fronte di un incremento dell’attività soprattutto sul problema della cronicità e del socio assistenziale” hanno lamentato Gianni Esposito (Fp-Cgil), Laura Volpato (Cisl-Fp) e Roberto Scassa (Uil-Fpl).
“In questi ultimi anni per far fronte alle carenze e per rispettare le norme sull’orario di lavoro si sono verificati degli abusi con forme di lavoro flessibile o con l’utilizzo improprio delle reperibilità e degli straordinari. Bisogna investire oltre che sull’integrazione del personale mancante anche in percorsi formativi atti a sostenere ed integrare le nuove figure professionali necessarie per sostenere ed attuare i nuovi processi organizzativi che impatteranno fortemente sul sistema sanitario piemontese, a partire dalla stabilizzazione dei lavoratori che attualmente sono assunti con forme atipiche e che scadranno se non assunti al 31.12 2016” hanno riferito Cgil Cisl e Uil Funzione Pubblica, che intendono presentare “una piattaforma al presidente Sergio Chiamparino all’ Assessore alla Sanità Antonio Saitta e a tutti i Consiglieri Regionali propedeutica a risolvere criticità che riguardano il personale, l’orario di lavoro, la formazione e l’abuso della flessibilità, il diritto dei professionisti ad una propria autonomia organizzativa con un proprio Dirigente delle professioni sanitarie, la necessità di riorganizzare i nuovi assetti ospedalieri e delle ASL, l’integrazione socio sanitaria e lo sviluppo e la valorizzazione dell’assistenza domiciliare Integrata, l’efficientamento delle strutture e degli organici della Salute Mentale, e delle strutture Residenziali Sanitarie Assitenziali”.
























