Crescono gli iscritti alla Cisl. Un aumento che conferma il trend positivo registrato nell’ultimo quinquennio e che vede la sua forza trainante nella componente dei lavoratori attivi. E, in particolare tra i giovani, i lavoratori stranieri e in quei settori più dinamici e attraversati da radicali trasformazioni come l’edilizia, il terziario e i servizi. Sono questi i dati che emergono dal Tesseramento Cisl 2025.
Un totale di 4.189.433 iscritti, con un incremento di 26.106 associati rispetto al 2024 e di 107.377 iscritti nell’ultimo triennio. Ancora più rilevante la crescita tra i lavoratori attivi, che passano da 2.550.427 del 2024 a 2.592.432 nel 2025, con un incremento di 42.005 associati, pari a +1,65%. Un trend positivo che dal 2020 ha determinato un aumento complessivo di quasi 214.000 iscritti tra gli attivi, di cui 111.680 solo nell’ultimo biennio.
Oggi la componente dei lavoratori attivi rappresenta il 61,88% del totale degli associati, una quota che continua ad aumentare negli anni e che, sottolinea la segretaria generale Daniela Fumarola, rappresenta il “cuore politico” del risultato: “significa che la nostra strategia contrattuale e di rappresentanza è giusta, che il radicamento nei luoghi di lavoro funziona e che un sindacato autonomo, riformista, pragmatico, è riconosciuto come utile e i lavoratori ci scelgono per questo”.
Un dato particolarmente significativo attiene all’età dei nuovi tesserati. Nel quinquennio la crescita di quasi 214.000 iscritti attivi è composta per il 23,61% da lavoratori con meno di 30 anni e per il 30,55% da lavoratori con meno di 35 anni: “significa che la Cisl è un sindacato giovane – prosegue Fumarola- Che intercetta nuove generazioni, che entra nei percorsi professionali fin dall’inizio, che sa parlare anche a chi vive condizioni di precarietà o transizione”.
Un altro elemento di rilievo riguarda i lavoratori stranieri. Nel 2025 gli iscritti nati fuori dall’Italia sono 465.558 e rappresentano il 12,74% del totale degli associati. Tra i lavoratori attivi sono 424.760, pari al 18,75%, a riprova, osserva Fumarola, di un’organizzazione sindacale sempre più multietnica e multiculturale.
Per gli aspetti di genere, il 48,19% degli iscritti alla Cisl sono donne ed il 51,81% sono uomini. Dato che si inverte nella federazione dei pensionati, dove la quota femminile raggiunge il 54,53%. Un dato che va letto dentro le dinamiche demografiche e anagrafiche del Paese, e che incide anche sul dato specifico del tesseramento della Fnp, a quota 1.597.001 associati, in calo dello 0,99% rispetto al 2024. «Ma anche qui la Cisl mantiene una base solida, ampia, radicata, che continua a rappresentare un presidio sociale fondamentale nei territori», sottolinea Fumarola.
Un risultato di squadra, come tiene a rimarcare la segretaria, che incoraggia a guardare avanti. “Ora il compito è non fermarsi, ponendoci in una logica di ulteriore crescita organizzativa, per essere sempre più capaci di dare risposte efficaci ai lavoratori e ai pensionati, allargando il nostro perimetro della rappresentanza. I 42.005 attivi in più, per noi, non sono un punto di arrivo. Sono un mandato a fare meglio. A essere ancora più vicini. A costruire un sindacato sempre più forte, libero, concreto, determinato. Con la consapevolezza – conclude Fumarola – che rappresentare il lavoro, oggi, è la forma più alta di responsabilità democratica che possiamo esercitare per i nostri associati e per il Paese”.























