• Today is: venerdì, Settembre 29, 2023

Sorrentino (Cgil), Bongiorno fa la ministra o lo sceriffo?

redazione
Giugno25/ 2018

La segretaria generale della Fp Cgil Serena Sorrentino commenta così le parole della neo ministra alla pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno: “Sembra che il ministro abbia una qualche incertezza sui processi che deve governare e la spari grossa per colpire l’opinione pubblica”.

“Lanciamo una sfida alla ministra – continua – faccia un giro per gli uffici pubblici e dopo che è stata in un pronto soccorso, in un asilo comunale, in una centrale operativa dei Vigili del Fuoco, ad uno sportello dell`Inps o a seguito di un ispettore del ministero del Lavoro in un cantiere o di un notificatore dell’Agenzia delle entrate, ne riparliamo”.

La riforma della valutazione della performance individuale e collettiva, aggiunge la dirigente sindacale, “quella che il ministro chiama lotta ai raccomandati, c’è già stata qualche mese fa e a lei tocca attuarla, vale per dirigenti e dipendenti e prevede già il coinvolgimento dei cittadini. Quanto all’identificazione biometrica e ai blitz, consiglierei al ministro di rendersi prima conto di quali sono i problemi che incidono sull’efficacia della P.a., che sono il sotto organico, le poche risorse, l’assenza di formazione e aggiornamento e di mezzi adeguati”.

“Siamo tutti interessati a colpire i furbetti e chi non fa appieno il proprio lavoro – continua la Sorrentino -, ma sono una sparuta minoranza e dietro questa retorica di colpire chi lavora, generalizzando alcuni aspetti patologici, si offende la dignità di chi ogni giorno svolge il suo lavoro con onestà e dedizione per la collettività, sottopagato e con carichi di lavoro insopportabili. Nei contratti appena rinnovati abbiamo inserito norme di contrasto all’assenteismo ingiustificato e di premialità del particolare apporto individuale dei lavoratori”.

Inoltre, prosegue la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil” è interesse prima dei lavoratori contrastare gli abusi, infatti spesso sono gli stessi delegati sindacali a denunciare le cose che non funzionano, scontrandosi con gli interessi della politica e della scarsa incidenza della dirigenza. Lavorare meglio e dare servizi di qualità ai cittadini sono interessi che dovrebbero vedere `alleati` lavoratori e amministrazioni e invece l’approccio che si affaccia sembra quello repressivo e punitivo”.

Conclude la Sorrentino: “Nella prima intervista del ministro non c’è alcun riferimento ai contratti di lavoro né alle stabilizzazioni né alle politiche occupazionali. Non c’è alcun riferimento all’innovazione e agli investimenti. Oltre l’agente provocatore abbiamo Ministri provocatori, se la filosofia sarà meno controlli di legalità, come per le intercettazioni e gli appalti, e solo accanimento nei confronti dei lavoratori, siamo ad un ritorno all’antico, tutto già visto e fallito. Più che cambiamento si annuncia restaurazione”.

redazione