Risultati in miglioramento, investimenti confermati e una nuova missione produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. È il messaggio portato dal ceo di Stellantis Antonio Filosa nell’audizione davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, dove il manager ha rivendicato il rispetto degli impegni assunti con il Piano Italia e delineato le priorità industriali del gruppo per i prossimi anni.
Nel suo intervento, Filosa ha anche voluto ricordare Sergio Marchionne nel giorno in cui avrebbe compiuto 74 anni. “Da italiano ci tengo subito a ricordare insieme a voi Sergio Marchionne. Oggi sarebbe stato il suo 74esimo compleanno. I suoi valori accompagnano ancora oggi le persone di Stellantis che, come me, hanno avuto la fortuna di lavorare con lui”.
Sul piano industriale, il manager ha sottolineato che “nel primo trimestre del 2026 siamo tornati a una crescita redditizia” a livello globale, con immatricolazioni in aumento del 12% grazie soprattutto ai mercati europeo e nordamericano. Stellantis dispone inoltre di una liquidità di quasi 45 miliardi di euro, elemento che secondo il ceo garantisce solidità finanziaria in una fase ancora caratterizzata da forte volatilità internazionale.
Per quanto riguarda l’Italia, Filosa ha rivendicato i risultati dei primi cinque mesi dell’anno: le immatricolazioni sono cresciute di quasi il 15%, la quota di mercato è aumentata di circa 1,5 punti e la produzione degli stabilimenti italiani è salita di oltre il 16%. Contestualmente, il ricorso agli ammortizzatori sociali si è ridotto del 30% nella maggior parte dei siti produttivi.
“I primi risultati dell’anno testimoniano la nostra serietà”, ha affermato il ceo, attribuendo questi risultati al dialogo con sindacati, filiera e governo. “Abbiamo mantenuto gli impegni del Piano Italia presentato qui lo scorso anno dall’ingegner Elkann. In molti casi andremo anche oltre”.
Filosa ha ribadito che l’Italia continuerà a rappresentare un pilastro della strategia industriale del gruppo. Il piano assegna una missione specifica a ciascun stabilimento: Mirafiori e Pomigliano saranno l’hub delle auto piccole; Melfi, Cassino e Modena quello delle vetture di fascia medio-alta e lusso; Atessa confermerà la propria centralità nei veicoli commerciali.
Tra gli annunci più rilevanti figura il rafforzamento di Atessa, dove Stellantis investirà oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni per la nuova generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Lo stabilimento abruzzese sarà inoltre coinvolto in progetti di innovazione basati sull’intelligenza artificiale per ottimizzare produzione e consumi energetici.
A Pomigliano arriverà entro il 2028 la prima piattaforma E-Car del gruppo, con almeno due nuovi modelli elettrici ad alto volume destinati al mercato europeo e un prezzo previsto intorno ai 15 mila euro. Contestualmente proseguirà almeno fino al 2030 la produzione della Fiat Pandina ibrida.
Per Mirafiori, Filosa ha evidenziato la crescita produttiva superiore al 100% registrata grazie all’avvio della nuova Fiat 500 ibrida, che ha consentito l’inserimento di centinaia di nuovi lavoratori. Lo stabilimento continua inoltre a rafforzare il proprio ruolo come polo dell’economia circolare, della produzione di cambi elettrificati e della ricerca sulle batterie.
A Melfi, dopo l’avvio della nuova Jeep Compass e della DS N°8, sono attesi nel corso dell’anno i modelli Lancia Gamma e DS N°7, mentre entro il 2028 sarà avviata la produzione di una nuova Alfa Romeo. Per Modena è in preparazione un piano dedicato a Maserati che sarà presentato entro fine anno e comprenderà anche due nuove vetture del segmento delle ammiraglie. Sul sito di Cassino, invece, il gruppo ha confermato di essere al lavoro per individuare nuove prospettive industriali anche attraverso possibili partnership.
Un capitolo centrale dell’intervento è stato dedicato alla filiera italiana, definita da Filosa “un pilastro della nuova strategia”. Stellantis acquista ogni anno beni e servizi per circa 7 miliardi di euro da fornitori italiani e punta a rafforzare ulteriormente il coinvolgimento delle imprese nazionali nei nuovi programmi produttivi, a partire da Atessa e dal futuro modello Alfa Romeo di Melfi.
Sul fronte dell’innovazione, il gruppo ha annunciato investimenti per ulteriori 5 miliardi di euro in Italia nei prossimi cinque anni, dopo circa un miliardo già investito nel 2025. Un impegno che lo scorso anno si è tradotto in quasi 400 domande di brevetto, sviluppate anche in collaborazione con università italiane nei campi della guida autonoma, della propulsione, della sicurezza e dei nuovi materiali.
Non sono mancate le richieste alle istituzioni. Filosa ha indicato nel costo dell’energia uno dei principali fattori di svantaggio competitivo: nel primo trimestre del 2026 Stellantis ha pagato in Italia in media 205 euro per megawattora, contro 90 euro in Spagna e 100 euro in Francia. Da qui la richiesta di interventi urgenti sul fronte energetico, insieme a una maggiore flessibilità del lavoro, sul modello di quanto già realizzato in Spagna.
Il ceo ha inoltre sostenuto l’introduzione di una politica industriale europea fondata sul principio del “Made in Europe”, chiedendo però che eventuali obblighi relativi alla produzione europea delle celle per batterie vengano introdotti solo dopo il 2030, per evitare nuovi oneri a carico dell’industria automobilistica continentale.
“Abbiamo rispettato gli impegni presi e aggiunto tasselli importanti per il futuro”, ha concluso Filosa. “Per continuare su questa strada c’è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera. È necessario che tutto l’ecosistema si mobiliti per il futuro dell’industria dell’auto”.

























