Si è tenuto ieri, presso lo stabilimento Ilva di Genova/Cornigliano, il vertice convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico sull’Accordo di Programma Cornigliano-Ilva.
“All’Ilva di Genova nessuno perderà il posto di lavoro come è stato stabilito il 6 settembre nell’accordo di Roma”, ha affermato il ministro del lavoro, Luigi Di Maio, dopo l’incontro con i sindacati, gli enti locali e i vertici dell’azienda a Genova.
Concordanza tra i sindacati per quanto riguarda il rifinanziamento della cassa integrazione straordinaria e lavori di pubblica utilità, ma la Fiom Cgil Genova, nelle parole del segretario generale Bruno Manganaro, sostiene che il tavolo di “non rispetta l’accordo di programma del 2005 visto che non viene scritto da nessuna parte che gli assunti saranno 1.474 (tanti sono gli attuali dipendenti Ilva), come prevede l’accordo di programma che tutela l’occupazione”, ma solo mille. In questo modo, aggiunge “non abbiamo difeso l’occupazione per la città”.
“Se i posti sono meno di quelli attuali lo stabilimento di Genova e quindi la città perde posti di lavoro e questo vale anche se i lavoratori dell’Ilva accettano gli esodi e se ne vanno in Brasile, perché si parla tanto di giovani ma in questo modo i posti di lavoro per i giovani non ci sono”, sottolinea Manganaro.
La Uilm, per parte propria, si dice soddisfatta dell’incontro. “Abbiamo avanzato anche la proposta del rifinanziamento della società di Cornigliano per poter riassorbire i lavoratori alla fine del piano industriale 2023/25 – afferma il segretario della Uil, Antonio Apa, in una nota -. Abbiamo convenuto la verifica semestrale prevista nell’accordo del 6 settembre e l’incontro di monitoraggio sull’accordo di programma per quanto riguarda il collegio di vigilanza. Soddisfatti vigileremo per verificare che l’accordo venga applicato in tutte le sue forme”.
Dello stesso avviso anche Alessandro Vella della Fim Cisl. “Bene la disponibilità del ministro Di Maio al finanziamento di Società per Cornigliano perché consente di aprire un tavolo con le istituzioni locali per riallocare a parità di condizioni una parte dei lavoratori che non dovessero restare in Ilva o scegliere l’incentivo all’esodo. Non faremo neppure sconti a Mittal, perché Ilva deve recuperare fette di mercato”.
Giovedì prossimo Fiom, Fim e Uilm saranno a Roma al ministero del Lavoro per firmare il rinnovo per il 2019.





























