Il confronto tra governo e sindacati sulle pensioni di questo pomeriggio non sembra soddisfare Cgil, Cisl e Uil. Per questo motivo ci sarà un nuovo incontro tecnico, domani 7 novembre alle ore 18.30 a Palazzo Chigi.
“La strada è molto in salita – ha detto Domenico Proietti, segretario confederale della Uil – perché il governo non ha voluto prendere in considerazione i temi della fase 2: le pensioni dei giovani, l’eliminazione delle disparità e il lancio della previdenza integrativa”. Ancora più dura il leader di Corso d’Italia, Susanna Camusso che rispetto ai meccanismi di adeguamento dell’età pensionabile ha dichiarato: “In questo momento mi pare più interessante iniziare a studiare gli emendamenti per il rinvio che le non risposte del governo al tavolo tecnico”.
Questa mattina, il segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Perdetti avvertiva: “Bisogna portare avanti con serietà e determinazione il confronto con il governo sulle pensioni e fare di tutto per trovare un accordo che dia delle risposte vere ai tanti problemi che sono sul tavolo, a partire da quello dell’età pensionabile”.
“Va fatto ogni sforzo – ha continuato Pedretti – perché quanto sottoscritto l’anno scorso trovi piena attuazione. Questo significa che bisogna fare in modo che i lavori non siano trattati tutti in egual misura, che si riveda il meccanismo dell’aspettativa di vita, che si affrontino i temi della pensione per i giovani, del riconoscimento del lavoro di cura, della separazione tra assistenza e previdenza e del recupero del potere d’acquisto delle pensioni”.
Secondo il segretario generale dello Spi-Cgil bisogna “trattare fino in fondo e tenere unito il fronte sindacale perché solo così sarà possibile arrivare a dei risultati. Non sarebbero pertanto comprensibili fughe in avanti o indietro e la proclamazione di scioperi senza che prima si sia fatto tutto il necessario per dare delle risposte ai problemi di milioni di persone”.
Ma sul piatto c’è anche il tema delle risorse messe a disposizione dalla legge di Bilancio. Secondo la Cgil nella manovra “non si danno ancora risposte sui temi posti unitariamente dalla Organizzazioni sindacali, soprattutto sulla previdenza”.
“Il sentiero stretto scelto dal governo – ha aggiunto il sindacato in un documento consegnato in commissione – è sempre nel solco dell’austerità e della svalutazione competitiva”.
Secondo la Cgil “ci sono risorse insufficienti sul capitolo investimenti, leva fondamentale per creare crescita, sviluppo e buona occupazione”. Inoltre, “non ci sono misure sul versante fiscale significative a partire da una riduzione dell’imposizione tributaria sul lavoro e la lotta all’evasione continua a essere marginale”.
“Si prevedono una pletora di bonus e micro interventi che non rappresentano lo shock necessario per far ripartire il Paese, soprattutto nel Mezzogiorno”. Anche sugli ammortizzatori sociali, ha attaccato il sindacato, “le misure sono parziali e servono più strumenti e più risorse”.
Secondo la Camusso, nella manovra “sulla previdenza abbiamo il vuoto pneumatico nonostante gli impegni sottoscritti dal governo un anno fa con la fase due”. E’ quanto ha affermato il segretario generale della Cgil, in audizione al Senato sulla legge di bilancio. “Pensiamo – ha aggiunto – si debba intervenire prima che scatti un ulteriore aumento dell’età pensionabile in ragione dell’aspettativa di vita, che ci sia un provvedimento di legge che lo eviti”.
Il leader della Cgil ha inoltre sottolineato la “necessità che ci sia uno sguardo verso il futuro affrontando il tema dei giovani” e che si metta mano a “tutte le antiche promesse che non sono state rispettate”.
A.P





























