“Valutiamo positivamente la decisione assunta da Ismea di escludere i soggetti condannati per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro dalla procedura di acquisto dei terreni agricoli. È un segnale importante nella direzione che da tempo il sindacato chiede: affermare con chiarezza che chi non rispetta i diritti dei lavoratori non può beneficiare di aiuti pubblici”. Così la segretaria generale della Uila-Uil, Enrica Mammucari, commentando i nuovi criteri previsti dall’Ismea per poter partecipare alla nona edizione della Banca nazionale delle terre agricole che, dal prossimo mese di luglio, metterà all’asta 14.000 ettari di terreni agricoli in tutta Italia.
“Si tratta di una scelta che rafforza il principio di legalità e contribuisce a contrastare in modo concreto fenomeni come il caporalato. Ma soprattutto rappresenta un passaggio culturale importante: le risorse pubbliche devono essere sempre più condizionate al rispetto dei diritti, dei contratti e della dignità del lavoro” aggiunge Mammucari. “Al nostro congresso nazionale, la scorsa settimana, abbiamo ribadito con forza la necessità di legare tutte le risorse pubbliche al criterio del rispetto dei diritti dei lavoratori: quanto deciso oggi dall’Ismea va esattamente in questa direzione ed è un segnale che risponde alle richieste del sindacato”.
“La Uila ribadisce inoltre il ruolo fondamentale che Ismea svolge anche nella definizione dei costi medi di produzione, essenziali per garantire trasparenza nelle filiere e sostenere un giusto prezzo dei prodotti agricoli che tenga conto anche del rispetto dei contratti di lavoro” prosegue Mammucari “perché non può esserci equità nel mercato senza il riconoscimento dei costi reali, compresi quelli del lavoro regolare e di qualità. Per questo riteniamo che il lavoro di Ismea rappresenti un elemento strategico per contrastare pratiche distorsive e dumping sociale”.


























