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Il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola, definisce la sentenza “un risultato molto importante” perché “riconferma il principio per il quale a stesso lavoro devono corrispondere stesso contratto, stessi diritti e stesso salario”.
Il giudice ha riconosciuto l’illegittimità degli appalti e disposto l’applicazione del contratto nazionale del credito ai lavoratori coinvolti. Una decisione che, secondo il sindacato, produrrà effetti significativi sulle retribuzioni: “Da poco più di 1.200 euro di paga base a quasi 2.500 euro. È questo il risultato della vertenza sugli appalti UniCredit a Roma”, ha dichiarato Di Cola.
Oltre agli aumenti salariali — compresi tra 100 euro e, in alcuni casi, quasi il raddoppio della retribuzione — la sentenza riconosce anche “gli stessi diritti e gli stessi istituti contrattuali” previsti per i dipendenti diretti della banca.
Per la Cgil, il pronunciamento del Tribunale rafforza la richiesta di una modifica delle norme sugli appalti. “Continueremo a mobilitarci a cominciare dalle due leggi d’iniziativa popolare che abbiamo promosso”, ha aggiunto Di Cola, riferendosi alle proposte su appalti e sanità pubblica. Secondo il segretario della CGIL di Roma e Lazio, “dal 15 maggio, in soli due giorni, oltre 50 mila persone hanno già messo la propria firma”.
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