di Cristina Cofacci – Relazioni industriali Enel
Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma il primo incontro della Delegazione speciale di negoziazione (Dsn) per la costituzione del Comitato aziendale europeo Enel.
Le due giornate, dedicate a una sessione formativa per i componenti dell’organismo sindacale gestita congiuntamente da Enel ed Etui (European Trade Unions Institute), sono state frutto di un accordo preliminare tra Enel e le federazioni sindacali europee del settore elettrico Epsu (European Public Services Unions) ed Emcef (European Mine Chemical and Energy Federation), cui aderiscono le organizzazioni nazionali Filcem, Flaei e Uilcem.
Nell’accordo, sottoscritto a settembre 2006 a seguito della richiesta ufficiale ad Enel di costituzione del Comitato aziendale europeo, era stata definita anche la composizione della DSN, ai sensi della Direttiva 94/45/EU e della legislazione italiana di recepimento: per effetto del consolidamento della presenza europea di Enel negli ultimi anni e in proporzione al numero di dipendenti occupati nei vari Paesi, i componenti rappresentano attualmente le società del Gruppo in Italia, Slovacchia, Romania, Spagna e Bulgaria, coordinati da un rappresentante Epsu e uno Emcef. La loro nomina, ai sensi delle disposizioni locali di attuazione della Direttiva, è stata di fonte sindacale – appannaggio dell’organizzazione maggioritaria in azienda per i Paesi con un unico rappresentante – tranne in Bulgaria, dove è stata il risultato di un procedimento elettivo a due turni fra tutti i dipendenti della società locale.
Nel corso della sessione formativa sono stati illustrati gli attuali assetti organizzativi e strategici del Gruppo e i temi di maggior rilevanza per il dialogo sociale: in particolare, il sistema integrato di Corporate social responsibility in Enel, i valori e le policies di Gruppo sulla sicurezza e salute dei lavoratori, le linee-guida per la gestione delle risorse umane in ambito internazionale e la cornice e gli strumenti del dialogo sociale europeo a livello di settore.
Le direttrici dell’espansione internazionale e le priorità di investimenti in Italia e in Europa hanno costituito oggetto di un intervento del vertice aziendale, che ha sottolineato come anche l’ampliamento dell’informazione e consultazione dei lavoratori a livello europeo risulti una naturale conseguenza dell’ormai acquisita dimensione multinazionale di Enel.
Da parte delle società estere (Viesgo, Slovenske Elektrarne, Enel Servicii Romania ed Enel Operations Bulgaria) sono stati, infine, forniti gli elementi essenziali dei sistemi di Relazioni Industriali in Spagna, Slovacchia, Romania e Bulgaria, preceduti da un’analoga sintesi sul sistema italiano da parte delle Relazioni industriali di Enel Corporate.
Dal confronto fra i diversi sistemi di relazioni industriali sono stati confermati alcuni elementi di omogeneità riferibili al settore elettrico, pur nella variegatezza dei contesti economico-sociali: un alto tasso di sindacalizzazione, la centralità della contrattazione collettiva – strutturata su due livelli, di settore e aziendale, tranne in Spagna dove non è presente un contratto di settore -, la peculiarità di disciplina normativa dello sciopero in relazione all’essenzialità del servizio e alla necessaria garanzia di prestazioni minime.
La ripresa del processo negoziale sul Verbale di accordo per la costituzione del Cae è stata fissata al prossimo ottobre.


























