Ancora ventiquattro ore e poi American Airlines conoscerà il proprio destino: bancarotta o sopravvivenza.
Oggi, a quattordici giorni dall’accordo preliminare sui tagli al costo del lavoro per 1,8 miliardi di dollari all’anno raggiunto con le organizzazioni sindacali di piloti, attendenti di volo e meccanici, i lavoratori della prima compagnia aerea mondiale apporranno il loro voto sull’intesa, consegnando il risultato entro le 12 di domani (le 18 in Italia).
Una scadenza attesa con impazienza da parte di American Airlines la quale – negli ultimi giorni – ha presentato un quadro poco esaltante, in caso di fallimento, ai propri dipendenti, apparsi scettici sull’approvazione incondizionata del piano di tagli al costo del lavoro concordato dalle associazioni sindacali e dalla compagnia aerea.
Una bancarotta – è stato spiegato dai vertici di American Airlines – significherà, infatti, ulteriori riduzioni ai salari per 500 milioni di dollari (rispetto a qunato siglato nell’intesa preliminare) e il taglio di 5.000 posti di lavoro, oltre ai 20.000 andati i fumo dall’11 settembre 2001 ad oggi.
Proprio negli attacchi terroristici su New York e Washington, American Airlines ha perso 17 membri e due aerei dirottati dagli attentatori e da quel momento ha visto i suoi conti andare sempre più in rosso (persi 1,76 miliardi di dollari nel 2001, 3,51 nel 2002) fino a trovarsi sull’orlo della caduta in bancarotta.
Se American Airlines vive con trepidazione queste ore, un altro colosso dei cieli americano, United Airlines (in amministrazione controllata dallo scorso dicembre) ha raggiunto un accordo preliminare con le organizzazioni sindacali degli attendenti di volo e degli spedizionieri, finalizzato a ridurre sensibilmente i costi di gestione.
L’intesa dovrà essere ratificata entro il 26 di aprile e insieme a quella stretta con i rappresentanti sindacali dei piloti (relativa ad un taglio dei costi per 1,1 miliardi di dollari, accettata nel fine settimana dall’82% degli iscritti) dovrebbe portare United all’ obbiettivo di ridurre i costi di lavoro di 2,56 miliardi di dollari in sei anni, attraverso il taglio di salari, benefit e bonus concessi ai propri dipendenti.
A completare il quadro del settore aereo statunitense, questa settimana partirà il servizio a basso costo di Delta Airlines denominato Song. La nuova compagnia in seno a Delta andrà a sfidare direttamente Southwest Airlines, la numero uno nel campo delle compagnie ‘low-fare’ puntando sugli stessi elementi che hanno portato questa al successo: prezzi bassi e clima allegro durante il volo con hostess e piloti a raccontare storielle divertenti e battute ai clienti dai microfoni dei velivoli.
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