Secondo Roland Berger, uno dei maggiori consulenti di strategia industriale al mondo, la guerra in Iraq, se finirà presto, potrà avere un effetto positivo sulla congiuntura internazionale.
“Se la guerra finisce presto – ha detto in un incontro con la stampa estera a Berlino – penso che l’economia mondiale riceverà piuttosto impulsi positivi”. Porterà a un “livello ragionevole” del prezzo del greggio e “metterà fine a un fattore di insicurezza per i consumatori”, ha detto auspicando che tutti gli organismi internazionali (Onu, Nato, Ue) si rimettano ora in ordine perchè da esse dipendono molte organizzazioni mondiali come il Fondo Monetario Internazionale.
Secondo Berger, consulente peraltro del governo tedesco come di quello italiano, “se l’economia americana si rimetterà presto a crescere, si rifletterà in Europa”, il che non vuol dire che l’Ue non debba continuare gli sforzi di riforma datisi al vertice di Lisbona (diventare leader economico per il 2010).
Sette anni possono bastare, la Finlandia ha dimostrato che è possibile, ha detto: soprattutto i “grandi paesi continentali, Francia, Germania e Italia” sono chiamati a fare la loro parte.
Berger si dice peraltro convinto che il Patto di stabilità europeo “serve urgentemente”. Esso già contiene la clausola per situazioni di crisi, ma “ora non credo che ce ne sia una”, ha detto riferito all’Iraq. A suo avviso, inoltre, l’economia giapponese ripartirà: “Il Giappone crescerà più della Germania”, ha pronosticato.
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