Gli attacchi terroristici dell’11 settembre avranno pesanti ripercussioni sulla crescita economica dei paesi industriali e sulle condizioni di vita nei paesi in via di sviluppo. Secondo un rapporto della Banca Mondiale – anticipato oggi sull’ Herald Tribune con un articolo a firma di Alan Friedman – il tasso di crescita nei paesi dell’Ocse nel 2002 potrebbe fermarsi allo 0,95%. Le previsioni precedenti gli attentati indicavano invece un tasso di crescita intorno all’1,1% per quest’anno e al 2,2% per il 2002.
Le stime sono particolarmente pessimiste per quanto riguarda i paesi del Terzo mondo. Le azioni dei terroristi potrebbero provocare un aumento della mortalità infantile fino a 40 mila morti in più e condannare dieci milioni di persone a vivere con un reddito inferiore alla soglia di povertà di un dollaro al giorno.
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