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Home - Notizie del giorno - CNHI, sindacati: salvaguardare occupazione e produzione in Italia

CNHI, sindacati: salvaguardare occupazione e produzione in Italia

3 Settembre 2019
in Notizie del giorno

“La notizia di oggi dello scorporo di Iveco e Fpt dal resto di CNHI non è una novità in questo senso anche perché come Fim Cisl l’abbiamo affrontata già in passato con Ferrari nel 2014 e Magneti Marelli e nel 2018.” Così in una nota il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli.

“È chiaro, che per la Fim Cisl cosi come accaduto in passato con altre aziende della galassia ex- Fiat, – prosegue Bentivogli – resta fondamentale che si mantenga la configurazione, la presenza industriale e la relativa occupazione di tutta Cnhi in Italia dove il gruppo occupa circa 17.540 lavoratori, ed altrettanti nell’indotto,  soprattutto ora in occasione dello spin-off del settore Iveco che da solo impiega in Italia oltre 10 mila lavoratori.”

“Come Fim Cisl, cosi come fatto anche per altri settori, chiederemo subito dopo l’assemblea degli azionisti,  un incontro nazionale del gruppo CNHI, per affrontare e discutere delle ricadute industriali e con esse anche delle opportunità che potranno nascere dallo scorporo di Iveco e FPT. Pur comprendendo la necessità della creazione di due società distinte per cogliere meglio i requisiti di regolamentazione e delle richieste della domanda su emissioni e digitalizzazione riteniamo necessario che nella trasformazione industriale che sta attraversando il settore sia fondamentale salvaguardare il capitale umano.”

“Mentre la conferma della permanenza delle due società nel perimetro Exor è un elemento fondamentale, uno scorporo per una cessione al di fuori di questo perimetro avrebbe visto la nostra totale contrarietà. Su tutti questi aspetti abbiamo avuto rassicurazioni da parte del Gruppo dell’avvio del confronto sindacale quanto prima.”

Per Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, “la conference call tenuta dal responsabile per le risorse umane, dott. Vincenzo Retus, ha confermato le notizie anticipate dalla stampa circa lo spin off di Iveco da CNHi.”

“Nei giorni scorsi – prosegue De Palma – la Fiom ha chiesto l’apertura di un confronto nazionale che iniziato oggi con le informazioni odierne, ma è indispensabile che continui per affrontare le questioni che un processo di questo tipo apre. La Fiom ha chiesto che il prossimo incontro di illustrazione delle motivazioni del piano dei prossimi 5 anni, delle scelte finanziarie e delle ricadute industriali e occupazionali sia con la presenza dell’amministratore delegato, Hubertus Mühlhäuser.”

“CNHi ha comunicato la definizione di un piano per i prossimi cinque anni di 13 miliardi di investimenti fino al 2024, con l’ambizione di raddoppiare i risultati raggiunti fino ad ora. CNHi ha confermato che lo spin off sarà avviato e reso operativo nel 2021 che dividerà in due società indipendenti le attività “On-Highway” (segmenti veicoli commerciali e powertrain) e “Off-Highway” (segmenti agricoltura, costruzioni e veicoli speciali). Risulterà quindi la creazione di due società quotate, entrambe leader globali nei rispettivi settori. “

“Il quadro rappresentato nei princìpi dalla direzione aziendale chiarisce gli importanti obiettivi finanziari da raggiungere in un trend positivo consolidato negli anni. La Fiom ritiene prioritario e fondamentale il confronto sul piano industriale e occupazionale alla luce degli investimenti dichiarati per innovare i prodotti a partire da Iveco e coinvolgerà i lavoratori nel percorso informando e confrontandosi.”

Nel merito della decisione di CNHi di procedere allo spin off, per la Fiom questa potrà essere approfondita “solo alla luce di una valutazione degli obiettivi e degli effetti industriali e occupazionali. Per queste ragioni, in un confronto unitario, agli obiettivi positivi finanziari bisogna aggiungere quelli per i lavoratori sia in termini occupazionali che di qualità del lavoro”.

Per il segretario nazionale della Uilm-Uil responsabile del settore auto, Gianluca Ficco, la Cnh Industrial “ci ha informati ufficialmente dello spin off del settore camion, quindi di Iveco e delle attività motoristiche di FPT Industrial, nonché più in generale del nuovo piano aziendale per il prossimo quinquennio, oggettivamente molto ambizioso dal punto di vista degli obiettivi finanziari prefissati”.

“Ci è stato detto – spiega Ficco – che la nascente società frutto dello scorporo resterà nel perimetro Exor; al contempo è stata annunciata la alleanza con la americana NIKOLA, con il fine di rafforzare le competenze e le tecnologie sulle nuove propulsioni. In ogni caso abbiamo convenuto sulla necessità di un incontro da tenersi a breve e più in generale sull’opportunità di avviare un percorso di confronto, dato che lo spin-off sarà realizzato non subito ma entro l’inizio del 2021. Dal punto di vista sindacale è essenziale comprendere gli sviluppi potenziali di lungo periodo e sopratutto i possibili risvolti occupazionali del piano industriale, al fine di cercare di garantire la massima tutela possibile per i lavoratori italiani, tanto più che siamo già impegnati in un delicato confronto su alcune importanti realtà del gruppo, a partire dalla fabbrica di Foggia. È evidente la grande importanza per l’Italia dello spin-off, giacché circa i due terzi dei lavori italiani di CNHI sono occupati proprio in Iveco e in FPT Industrial”.

E.G.

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