L’Italia si assume “consistenti rischi” a procedere con una manovra espansiva in questa fase, che la lascerebbe “molto vulnerabile” a eventuali shock. Lo afferma il Fondo monetario internazionale, nel rapporto stilato dai suoi ispettori al termine della missione annuale in Italia. “La materializzazione di shock negativi anche modesti – si legge – come un rallentamento della crescita o l’aumento degli spread, farebbe aumentare il debito e aggraverebbe il rischio che l’Italia si ritrovi costretta a dover fare una manovra restrittiva mentre l’economia si sta indebolendo”.
Quanto alla crescita, il Fmi prevede un Pil all’1 per cento in Italia sia sul 2019 che sul 2020, quindi più basso delle stime di governo e Commissione europea, che riguardo al 2019 è analoga a indicata nel World Economic Outlook dello scorso ottobre. L’istituzione di Washington ha invece rivisto al rialzo le previsioni sul deficit italiano, al 2,75 per cento del Pil sul 2019 e poi al 2,8-2,9 per cento sul 2020-2021, salvo l’attivazione delle clausole di salvaguardia. Il debito è atteso “attorno al 130 per cento” del Pil sul prossimo triennio.
Il Fmi ha rivisto al rialzo le previsioni sul deficit dell’Italia dopo la manovra, al 2,75 per cento del Pil sul 2019 e poi al 2,8-2,9 per cento sul 2020-2021, salvo l’attivazione delle clausole di salvaguardia. Il debito è atteso “attorno al 130 per cento” del Pil sul prossimo triennio.
“Raccomandiamo invece di portare avanti un moderato e graduale risanamento delle finanze pubbliche, per aiutare e mettere il debito su una traiettoria discendente e ridurre i rischi finanziari”, aggiungono gli ispettori del Fm
E ancora, per il Fondo in Italia la “priorità assoluta” è rappresentata da riforme strutturali che rafforzino produttività e potenziale di crescita, altrimenti “non c’è strategia per aumentare i redditi o garantire la stabilità che possa reggere”, avverte il Fondo monetario internazionale.






















