Il fenomeno della terziarizzazione dell’economia ha creato in 28 anni, dal 1995 al 2023, quasi 3,5 milioni di posti di lavoro nel terziario di mercato e la componente femminile, nel periodo pre-covid confrontando le variazioni al 2023, segna i risultati migliori: oltre alla prevalente crescita dovuta alle dipendenti, si evidenzia che le professioniste (+60.000) crescono anche in valore assoluto più dei colleghi (+30.000) e che la diminuzione delle imprenditrici (-34.000) è in proporzione minore di quella degli uomini (-80.000). Sono i dati di un’analisi dell’ufficio studi di Confcommercio e del centro studi Tagliacarne per terziario donna.
A livello territoriale si riscontra, però, un gap nord-sud sull’incidenza dell’occupazione femminile complessiva (dipendenti, professioniste, imprenditrici) nel terziario di mercato: in testa Friuli-Venezia Giulia (52,9%), Emilia-Romagna (52,5%), Trentino-Alto Adige/Südtirol (51,7%), Veneto (50,7%) e Piemonte (50,0%). In posizione mediana le regioni del Centro e la Sardegna (45,8%). In fondo alla graduatoria per presenza femminile ci sono Campania (39,3%), Sicilia (39,6%), Calabria (39,7%), Puglia (42,5%) e Basilicata (43,2%).
Significativi i valori della presenza imprenditoriale femminile in Valle d’Aosta (46,4%), seguita da Trentino Alto Adige (41,5%), Friuli Venezia Giulia (40,9%) e Liguria (40,2%). Spostandosi da Nord a Sud diminuisce il contributo delle imprenditrici. Con riferimento ai libere professioniste emerge la Lombardia (40,5%) a cui segue a breve distanza il Lazio (40%); poi Piemonte (39,4%) ed Emilia-Romagna (39%).
Analizzando, infine, l’occupazione femminile, dipendente e indipendente per settori, in valori assoluti al 2023 emerge che le donne che lavorano in attività terziarie ammontano a 5.948.000 su 7.892.000 occupate nel totale delle attività economiche. Scorporando la sola componente delle imprenditrici, in Italia se ne contano 1,2 milioni circa. Di queste, quasi 800mila operano nel terziario di mercato. La maggiore concentrazione di donne che gestiscono un’impresa è nel piccolo commercio, ambito nel quale il 31% delle occupate è imprenditrice contro una media complessiva nel terziario di mercato pari al 13,2%.
Le variazioni, dal periodo pre Covid al 2023, vedono scendere di 34mila unità le imprenditrici nel terziario di mercato e di 56mila nell’intera economia, mentre salgono le dipendenti e le professioniste.
La presidente nazionale gruppo Terziario Donna Confcommercio, Anna Lapini, sottolinea che “senza il lavoro delle donne la nostra economia non solo non può crescere, ma neanche accorciare le distanze con i partner europei: è necessario trovare le leve per rimuovere i macigni che ostacolano la partecipazione delle donne al mondo del lavoro, sia dipendente che autonomo. Servono maggiori incentivi, diretti ed indiretti, all’imprenditoria femminile, anche in tema di welfare ed è necessario promuovere iniziative per una maggiore sensibilizzazione sulle discipline STEM, sull’educazione digitale e sull’alfabetizzazione finanziaria”.
e.m.





















