“L`impegno di ADI in AS punta a ristabilire produzione, affidabilità e qualità dell`impianto Ex Ilva di Taranto come obiettivo cruciale per garantire l`operatività anche degli altri impianti legati al ciclo produttivo. A questo proposito le risorse derivanti dal patrimonio destinato di 150 milioni di euro saranno indirizzate alla realizzazione del Piano di Ripartenza elaborato dall`azienda con il fine di consentire, da un lato, la ripresa produttiva dello stabilimento e, dall’altro, garantire l’esecuzione dell’attività di manutenzione volte a ristabilire sicurezza e continuità nei livelli produttivi dell`impianto oltre ad assicurare l’occupazione dei diretti dell’Acciaieria”. Così l`ingegner Giancarlo Quaranta, Commissario Straordinario di Acciaierie d`Italia in AS, audito in Commissione Industria del Senato al merito al DL Agricoltura.
“Abbiamo definito un piano industriale che opera nella direzione di poter dimostrare che quanto preventivato come valore del prestito ponte di 320 milioni potrà essere restituito dall`azienda. In qualità di Commissari – aggiunge Quaranta -, il nostro ruolo è quello di ristabilire le condizioni per creare valore all`impianto. Abbiamo trovato un`azienda che su tre altoforni ne aveva solo uno operativo. Immaginiamo di recuperare un secondo altoforno per poterlo porre in marcia al termine della stagione estiva”.
“Bene questi ulteriori 150 milioni stanziati dal Governo, ma non è con gli spot che garantiamo la ripartenza degli impianti”, commenta in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale Siderurgia per la Fiom-Cgil. “Servono risorse maggiori e immediate per agire sugli impianti e per mettere in sicurezza i lavoratori e l’ambiente e serve far ripartire la discussione su piano industriale e decarbonizzazione”.
“Non siamo d’accordo – prosegue – che in caso si manifesti un affittuario che voglia comprare, possano venir meno, in caso di urgenza della vendita, i principi previsti per le amministrazioni straordinarie riguardanti l’integrità dei complessi aziendali né tantomeno le garanzie sui livelli occupazionali, garanzie che possono essere mantenute se c’è capitale pubblico nelle aziende di interesse strategico”.
“Come Fiom riteniamo inutile se non pericoloso l’articolo 15, comma 2 del Disegno di legge sulle aziende di interesse strategico e riteniamo che in questa fase mini i rapporti sindacali e industriali che si stanno ricostruendo dopo la disastrosa gestione precedente. Comunque, l’accordo del 2018 che legava la crescita degli occupati a quella dei volumi per noi rimane un cardine e non si mette in discussione”.
“Sull’ex Ilva, visti gli errori del passato, non si può avere fretta di vendere, non basta scaricare l’azienda a qualcuno, i lavoratori meritano la loro dignità!”, conclude Scarpa.





















