Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma della giustizia con la separazione delle carriere per i magistrati. “Un provvedimento epocale che sostengo da 25 anni”, ha commentato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio in conferenza stampa, e che “attua il principio fondamentale del processo accusatorio voluto da Vassalli, mutuato dall’ordinamento anglosassone”.
Il nuovo consiglio della magistratura, con il sorteggio, “è un ossequio alla indipendenza della magistratura – aggiunge Nordio -, che non può e non deve essere solo dal potere esecutivo e legislativo, ma anche da sé stessa: non sempre i magistrati sono indipendenti dalle varie pressioni nell’ambito delle vare associazioni alle quali partecipano”.
Con la riforma “c’è una enfatizzazione dell’autonomia del magistrato”, laddove la magistratura stessa “costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, ed è composta dalla magistratura della carriera giudicante e da quella della carriera requirente”.
“Abbiamo dato rilevanza costituzionale anche al fatto che la magistratura requirente è, deve essere e resterà indipendente da qualsiasi interferenza del potere esecutivo, da qualsiasi pressione di altri organismi – ha spiegato – gode e godrà delle stesse garanzie di indipendenza della magistratura giudicante”.
In merito al nuovo Consiglio superiore della magistratura Nordio ha spiegato: “Questo organo di autogoverno della magistratura in questi ultimi anni, non solo a detta mia o altri esponenti della maggioranza ma di moltissimi magistrati, non ha dato buona prova di sé e scandali come quelli di Palamara o di altri hanno eccitato le varie proteste” che non hanno portato a “rimedi a quelli della degenerazione correntizia”. E con il varo della separazione delle carriere si vuole anche “interrompere questo legame” che “ha portato a tutta una serie di anomalie è stato il nostro compito principale, attraverso il sorteggio”.
Quanto al quadro della nuova Alta corte, “la questione cosiddetta disciplinare che agisce nell’ambito del Csm, che quindi cumula in un modo abbastanza anomalo varie funzione amministrative, è stata staccata attraverso la composizione di un’Alta corte composta da 15 giudici. Anche in quest’Alta Corte vi è una prevalenza di elementi togati, ma il sorteggio avviene in un canestro di persone estremamente qualificate. Sono magistrati che hanno almeno 20 anni di esperienza e che stanno svolgendo funzioni di legittimità. La cosiddetta cultura della giurisdizione rimane ovviamente inalterata perché la magistratura è unica”.
Per la Cgil si tratta dell’”ennesima controriforma istituzionale promossa dal Governo Meloni”. A dichiararlo è il segretario confederale Christian Ferrari. “Sostanzialmente, le tre principali forze politiche della maggioranza stanno tentando, ciascuna per la sua parte, di sovvertire la Costituzione repubblicana e archiviare la centralità del Parlamento, l`unità nazionale e l`indipendenza del potere giudiziario”.
“Se questo disegno complessivo vedesse la luce – sottolinea il dirigente sindacale – i fondamentali equilibri del nostro sistema democratico salterebbero, facendoci scivolare verso una vera e propria `democratura`. Con ogni evidenza, chi guida l`Esecutivo pensa che le Istituzioni non siano un patrimonio comune da preservare, ma una proprietà di cui poter disporre a piacimento.
Non tengono neppure conto di rappresentare una minoranza del corpo elettorale, trasformata in maggioranza dalla legge elettorale”.
“Fortunatamente – prosegue Ferrari – non mancano gli strumenti democratici per impedire un simile stravolgimento e una verticalizzazione del potere senza precedenti e senza paragoni in Occidente, e la Cgil, insieme a tutti coloro che hanno a cuore la nostra democrazia costituzionale, intende praticarli, a partire da quelli referendari. Saranno le cittadine e i cittadini italiani a decidere del futuro del Paese”, conclude il segretario confederale.
e.m.





















