“Quello di oggi è stato un appuntamento importante. Nell`incontro con le organizzazioni sindacali abbiamo avuto modo di rappresentare la realtà in maniera puntuale, anche attraverso le analisi e le indagini che abbiamo condotto. È necessario sempre confrontarsi con la realtà, che non va mai persa di vista”. Lo sottolinea Federmeccanica al termine del primo incontro il Confindustria per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici in scadenza il 30 giugno.
Sono due le dimensioni della realtà che vanno considerate, spiega la federazione delle imprese metalmeccaniche. “La prima dimensione della realtà riguarda lo stato della metalmeccanica/meccatronica – dice – un settore molto eterogeneo, caratterizzato da grandissime differenze tra i diversi comparti e tra le varie aziende. Un settore composto da tante imprese con una ridotta profittabilità, che hanno subito in questi anni ingenti incrementi dei costi senza poterli trasferire sui prezzi dei prodotti, finendo quindi per incidere ulteriormente sui loro margini. Un settore caratterizzato da una produttività stagnante da tanti anni, con il costo del lavoro per unità di prodotto ancora molto alto, essendo nel frattempo aumentate le retribuzioni in misura superiore alla produttività. Un settore che da diversi trimestri è in difficoltà con una produzione industriale praticamente ferma o in calo considerando gli stessi periodi dell`anno precedente”.
La seconda dimensione della realtà, prosegue Federmeccanica, “riguarda gli effetti e i risultati del modello in essere, considerando sia il livello nazionale che quello aziendale. Gli adeguamenti retributivi dei minimi di garanzia riconosciuti nella vigenza del contratto non hanno precedenti e non hanno eguali. Solo nella metalmeccanica ci sono state risposte così sostanziose nel periodo di alta inflazione, che è il momento più difficile per le persone. Il contratto nazionale ha inoltre sostenuto il reddito delle famiglie con l`assistenza sanitaria integrativa grazie al fondo Metasalute, che in questi ultimi anni ha riconosciuto prestazioni del valore di centinaia di milioni di euro”.
Il contratto “ha anche aumentato ulteriormente la capacità di spesa delle persone, grazie ai flexible benefits, per un totale di 800 euro nel periodo 2021-2024, che peraltro sono netti grazie all`abbattimento totale del cuneo fiscale – ricorda – a tutto questo si deve aggiungere quello che è stato fatto a livello aziendale, dove sono stati riconosciuti premi di risultato che in alcune imprese sono arrivati fin sopra i 2.000 euro, dove sono stati riconosciuti ulteriori elementi economici collettivi, dove è stato riconosciuto welfare in misura superiore rispetto a quanto previsto dal contratto e anche altre maggiorazioni anch`esse superiori rispetto ai trattamenti previsti dal Ccnl”.
























