Le riflessioni del governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, trovano la piena condivisione delle parti sociali. Al termine delle Considerazioni finali, sia il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sia i leader di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Luigi Sbarra, si sono riconosciuti nel quadro dell’economia nazionale tratteggiato dal Governatore. Ciascuno, ovviamente, col proprio punto di vista.
“Del discorso del Governatore condividiamo tre punti chiave – ha sottolineato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini – e per la precisione: il cambio di passo dell’Europa con una politica che metta al centro l’industria, perché’ non ci può essere un’Europa antindustriale; incrementare gli investimenti e la produttività che servono per la crescita del Paese; e soprattutto la parte del capitale umano da far crescere, avendo l’esigenza di avere personale che manca nelle nostre aziende. Oggi la domanda e offerta di lavoro vale il 50% e in modo responsabile serve attuare politiche per aiutare le imprese ad avere capitale umano formato che possa aiutarle a crescere”.
Per il leader della Cgil, Maurizio Landini, nelle considerazioni finali di Panetta “ci sono dati che rispetto alla nostra situazione confermano cose precise: salari bassi, livello di giovani che vanno all’estero, un Paese che invecchia e che ha bisogno di altre persone, anche di lavoratori migranti, la necessità di investire in modo serio sulla formazione e la crescita delle conoscenze”.
“Questo insieme di cose fanno dire che occorre aumentare i salari, combattere la precarietà – ha aggiunto – non si può essere poveri lavorando, questo sistema e queste leggi hanno aumentato le diseguaglianze. Serve un cambiamento. Il governatore usa il termine capitale umano che traduco così: i lavoratori devono poter vivere più dignitosamente. Quando questo non avviene vuol dire che il sistema non funziona e va cambiato. Per fare questo c’è bisogno di aumentare i salari, fare gli investimenti, ma anche le riforme partendo dal diritto alla formazione e alla conoscenza che deve essere garantito a tutti. Abbiamo bisogno di un’Europa e un’Italia più unite, in questo senso la logica dell’autonomia differenziata è il contrario di quello di cui abbiamo bisogno”.
Infine, secondo l segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, le dichiarazioni di Panetta “confermano l`analisi della Cisl su un mercato del lavoro caratterizzato da una significativa crescita dell`occupazione, in particolare di quella stabile, ma anche da un perdurante e profondo deficit di competenze”. Per Sbarra, “occorre rilanciare i salari, elevare la qualità del lavoro, includere milioni di Neet e tanti giovani e donne che restano ai margini del sistema produttivo. Per farlo bisogna restare lontani dalle demagogie e andare a incidere su quei nodi che giustamente Panetta ha evidenziato, a partire dal deficit di produttività che blocca il nostro Paese da decenni. La via maestra – sottolinea Sbarra – passa per la valorizzazione della contrattazione decentrata, per rinnovi tempestivi dei contratti nazionali scaduti, per un rinnovato protagonismo del lavoro nelle scelte e negli utili d`impresa e relazioni industriali maggiormente partecipative in modo da incrementare e redistribuire la produttività riallocandola su buste paga e orari di lavoro”.
E ancora, aggiunge il leader Cisl, “va condotta in porto una riforma fiscale autenticamente redistributiva a sostegno dei ceti medi e popolari e vanno sbloccati gli investimenti pubblici e privati, a partire dal Pnrr, perché né il lavoro né la crescita si generano a colpi di decreti. Elementi da mettere a sistema in un Patto Sociale, un grande accordo della responsabilità tra Governo e Parti Sociali che includa anche un forte investimento sulla formazione e le politiche attive per garantire protezione, sostegno al reddito e orientamento ai lavoratori e le lavoratrici che si ritrovano a cambiare lavoro. Solo attraverso un’azione concertata, che metta in sinergia ogni forza sociale responsabile e riformista del Paese, sarà possibile costruire un futuro di sviluppo sostenibile e inclusivo per tutti”, conclude.























