Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato il socio pubblico Invitalia a sottoscrivere l’accordo che comporterà l’ingresso di Seri Industrial nel capitale di Industria Italiana Autobus con una partecipazione di controllo. La decisione arriva in seguito alla delibera di Leonardo e Invitalia di accogliere l’offerta presentata da Seri Industrial al termine di un percorso per l’individuazione di un partner industriale che ha visto il coinvolgimento di numerosi operatori di mercato.
L’accordo, spiega una nota del Mimit, garantisce la salvaguardia dei livelli occupazionali degli stabilimenti di Flumeri e Bologna e prevede, inoltre, la realizzazione di un piano industriale focalizzato sulla produzione di autobus elettrici e su un rafforzamento della competitività dell’azienda.
Per effetto dell’accordo, prosegue la nota, Invitalia resterà titolare di una partecipazione di minoranza, tuttavia in virtù del patto parasociale che verrà stipulato tra i futuri soci, al socio pubblico sarà riconosciuta una serie articolata di diritti di veto in merito alle scelte strategiche aziendali, a garanzia dell’interesse pubblico e della corretta esecuzione del piano industriale.
Una decisione che preoccupa i sindacati. “II Governo si è assunto una responsabilità molto grave poiché rinuncia al controllo pubblico di una impresa potenzialmente strategica contro la volontà dei lavoratori a più riprese rappresentata dal sindacato, nonché delle Istituzioni locali”, scrivono Fim-Cisl, Fiom-Cgil,Uilm-Uil, Fismic e UglM in un comunicato congiunto.
“La soluzione di Seri – aggiungono – suscita difatti grandi dubbi soprattutto combinata alla decisione di abbassare la presenza pubblica ad una percentuale simbolica. Ancora più grave, se possibile, è il fatto che solo ieri (giovedì 13 giugno, ndr) si è tenuto un incontro al Mimit proprio su IIA e, alle richieste sindacali di prevedere un incontro per mettere a confronto i piani industriali di entrambi i potenziali acquirenti, il Mimit aveva riposto che si sarebbe riservato di dare una risposta. Sordo a qualsiasi ipotesi contraria, il Governo svende quindi IIA, una impresa che opera nel settore strategico del trasporto pubblico locale”.
“Tutto questo è inaccettabile e rappresenta un segnale gravissimo per quanto riguarda l’idea di questo Governo di politica industriale”. Nei prossimi giorni si terranno assemblee nei due siti di Bologna e Flumeri (Avellino) nel corso delle quali, annunciano infine Fim-Cisl, Fiom-Cgil,Uilm-Uil, Fismic e UglM “decideremo le azioni di mobilitazione che si metteranno in campo”.
e.m.























