In Industria Italiana Autobus, a fine 2022, “abbiamo trovato un disastro” , ma “abbiamo risanato l’azienda” e “ora possiamo finalmente accompagnarla nella crescita di mercato”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo, alla Camera dei Deputati, ad un’interpellanza del Pd sulla cessione di quote di Industria Italiana Autobus.
Il caso IIA, secondo Urso, ha rappresentato “un uso distorto della cosa pubblica che ha compromesso lo sviluppo dell’industria di bus” in Italia. Tuttavia, precisa il ministro, “abbiamo avviato la ripresa produttiva” e “abbiamo messo vincoli precisi e obiettivi concordati anche ascoltando i sindacati”.
Secondo Urso, quello all’acquirente provato è un “passaggio assolutamente necessario” con l’obiettivo di arrivare “ad una quota di mercato nazionale del 30-35%”. Dunque “abbiamo messo l’azienda sulla strada giusta”, ha affermato.
“Non esistono scenari alternativi alla privatizzazione Industria Italiana Autobus, se non quello della liquidazione della società stessa. Nè tantomeno esistono al momento, dopo un processo di ricerca guidato da un advisor internazionale durato più di due anni, offerte di potenziali acquirenti che possano essere ritenute migliori per i soci, i contribuenti pubblici e i lavoratori, rispetto a quella autorizzata dal ministero”, cioè quella di Seri Industrial.
Con China City Industrial Group “le interlocuzioni, tutt’ora in corso, anche ai più alti livelli istituzionali, sono in questa fase preliminari ad un eventuale ingresso nel capitale di IIA – – ha spiegato Urso – che comunque noi auspichiamo e che potrebbe avvenire soltanto in una fase più avanzata del percorso di risanamento e rilancio dell’azienda”.
Ma per Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, le dichiarazioni di Urso “non sono coerenti con gli accadimenti. La decisione del Governo di individuare Seri Industrial come acquirente è stata presa contro il parere tutti i sindacati e delle Istituzioni locali”.
Per quanto riguarda poi l’ultima fase, spiega il sindacalista, “unitariamente abbiamo chiesto di essere messi nelle condizioni di poterci confrontare con i due soggetti che avevano presentato una proposta per l’acquisizione, a partire dalla verifica della credibilità e del piano industriale e occupazionale. Fino a quel momento, invece, il Governo aveva previsto un solo incontro esclusivamente con il gruppo Seri. Alla nostra richiesta, la sottosegretaria del Mimit Fausta Bergamotto si è riservata di darci una risposta che non è mai arrivata”.
Successivamente, la decisione del Governo di procedere con Seri Industrial sarebbe arrivata senza nessun ulteriore confronto con le organizzazioni sindacali, ed è su questa “verità” che insiste Lodi, “che emerga in maniera chiara: il Governo ha escluso il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, decidendo unilateralmente”.
“Senza le lavoratrici e i lavoratori di Bologna e di Flumeri, in provincia di Avellino, oggi non ci sarebbero i due stabilimenti di Industria Italiana Autobus. È evidente che per noi la questione, nei confronti del Governo e degli altri soggetti coinvolti, non è chiusa e che attendiamo un confronto per un chiarimento di merito”, conclude.
e.m.























