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Home - La biblioteca del diario - Il congedo originale, di Sonia Malaspina e Marialaura Agosta. Roi Edizioni

Il congedo originale, di Sonia Malaspina e Marialaura Agosta. Roi Edizioni

di Elettra Raffaela Melucci
25 Ottobre 2024
in La biblioteca del diario
Il congedo originale, di Sonia Malaspina e Marialaura Agosta. Roi Edizioni

“Le aziende possono migliorare questo mondo? Non solo possono, devono! Altrimenti perché esistono?”. Così si apre la postfazione di Fabrizio Gavelli, presidente e amministratore delegato di Danone Company Italia e Grecia, a Il congedo originale. Come trasformare le organizzazioni con il potere della cura (Roi Edizioni), libro scritto a quattro mani da Sonia Malaspina, Direttrice Risorse Umane Italia e Grecia di Danone e parte del Consiglio di amministrazione, e Marialaura Agosta, Inclusive e Diversity manager per Danone Italia e Grecia. Un interrogativo che sintetizza in maniera efficacissima il senso di queste 165 pagine dall’attualità più che mai scottante e che si rivolge non solo alle aziende invocate da Gavelli, ma alla popolazione lavorativa – come richiamo alla presa di coscienza -, alla politica e alle istituzioni in generale – per riportarle all’ordine di urgenze non più eludibili. Titolo e sottotitolo del volume suggeriscono il cuore delle riflessioni (e proposte) delle autrici: un’indagine sugli aspetti legati al tema della genitorialità e del lavoro di cura viste non più come un tabù indicibile, ma come leve da valorizzare per una evoluzione sana, dovuta e sostenibile dell’ambiente aziendale e anche sociale e che quindi vanno messe al centro delle strategie manageriali. Tutta la trattazione, divisa in due parti, si sorregge letteralmente sull’analisi dei quattro pilastri che sostengono questo tipo di percorso: quello dell’ascolto, quello culturale, quello organizzativo e quello economico.«Senza nascondersi dietro un dito»: è questa la premessa di Malaspina e Agosta ribadita a più riprese per intendere che non sarà semplice dare seguito a una chiamata di civiltà che liberi le donne dai gangli di stereotipi e visioni retrograde che pure mal si adattano alle esigenze presenti e future non solo dell’Italia, ma del mondo tutto. Sarà difficile perché ci si è adattati a una visione estremante segregativa dei generi e dei ruoli a questi assegnati. Ma l’inclusività è lo squillo di tromba risuonato più acuto all’indomani della pandemia che impone una stretta revisione dei ruoli di cura affinché si spalanchino le porte della crescita professionale a tutte e a tutti senza pretestuosi ostacoli di ordine prettamente culturale. Le due autrici, poi, parlando di donne, maternità e caregiving si rivolgono anche all’universo maschile, anche questo intrappolato nella gabbia dei ruoli socialmente costruiti e tradizionalmente accettati. La mamma che si occupa dei figli e dei genitori anziani e che se ha un lavoro retribuito lo deve poi raddoppiare con altro lavoro non retribuito tra le mura domestiche, e il papà che invece va al lavoro per procacciare un buon salario per tutta la famiglia e quando torna a casa è tutto al suo posto. Questo nella migliore delle ipotesi, perché molto più spesso la mamma è costretta a rinunciare al lavoro retribuito per potersi dedicare interamente al quello di cura non riconosciuto da alcuno e il papà reticente nell’esprimere il proprio desiderio di trascorrere tempo con i figli perché questo sarebbe considerato “poco virile”. Ma tutto questo non fa male solo alle donne, agli uomini, alla società, e lo sappiamo molto bene. Tutto questo fa male anche alle organizzazioni aziendali, che pagano l’incuria nei confronti dei dipendenti posti al bivio di eventi difficili della vita con ambienti malsani, stressanti, disaffezione, assenteismo e scarsa produttività.

Nell’ottica di Malaspina e Agosta è fondamentale per le aziende rottamare questi paradigmi controproducenti adottare quello delle “3 C”: Cultura, Coraggio, Cura, che accendono Consapevolezza e invocano la Concretezza delle azioni da intraprendere. E alla domanda «Che beneficio ottengono l’imprenditore, l’azienda, l’organizzazione e persino la società da un approccio inclusivo nei confronti di chi si prende cura?», le autrici argomentano: «La risposta benefici in termini di riduzione dell’assenteismo, contenimento del turnover, aumento del coinvolgimento dei dipendenti e drastica riduzione dell’abbandono del posto di lavoro (con conseguente reinvestimento necessario per la ricerca e la formazione di nuove risorse in sostituzione). In una parola, felicità di chi lavora». Le soft skills che le donne apprendono nel felicissimo percorso di maternità non sono apprendibili altrove e anzi, a dispetto di un certo pregiudizio, sono spendibilissime e utilissime nel lavoro. L’empatia, la cura, la tempestività, il saper risolvere i problemi in tempi rapidi e in autonomia, l’intuito e la responsabilità che ti investe alla nascita di un figlio nessuna scuola, università o master può insegnare. E sono incredibili i benefici apportati sul luogo di lavoro nell’applicazione di queste doti. Continuare a bollarli come segnali di debolezza o ostacoli alla crescita professionale/aziendale è un errore imperdonabile.

Non volatili dichiarazioni programmatiche quelle esplicitate in questo volume, ma il racconto di un’esperienza lunga una carriera che ha reso i suoi frutti in termini di soddisfazione del personale e anche di produttività e profitto aziendale. Sonia Malaspina, di fatto, è a ben ragione da considerare una pioniera dei temi di diversità e inclusione – come raccontato in questa intervista rilasciata a Il diario del lavoro –, perché proprio con quel coraggio e quella determinazione sopra richiamata che ha coniugato la sua esperienza di madre, di donna e di manager per mettere a punto delle policy di genitorialità e caregiving che sono una prassi ormai nella realtà Danone di tutto il mondo. Policies costruite anche attraverso l’ascolto delle dipendenti e anche dei dipendenti dell’azienda, attraverso le testimonianze dirette di paura, ansia, depressione, burnout, timore del confronto con sé stessi e con i vertici per eventi del tutto naturali nel corso della vita delle persone: la nascita e la crescita di un figlio così come la cura e l’accudimento dei fragili – un fatto, questo, che diventerà sempre più urgente da affrontare considerato il rapido invecchiamento della popolazione e il drastico calo delle nascite. Tutto questo, poi, reso ancora più incisivo grazie alla collaborazione con Marialaura Agosta, che ha portato alla trattazione il riscontro della sua giovane generazione dei lavoratori dando voce a quanto si agita nelle menti dei colleghi e a lei contemporanei. Un aspetto, questo, inusitato, che dimostra quanto la collaborazione intergenerazionale sia fondamentale per il cambiamento dello stato delle cose.

Alle aziende, Malaspina e Agosta chiedono di non essere attendiste, di non stare lì a guardare lo snervante svolgersi degli iter legislativi: ma di essere pronti, esemplari, di camminare sulle proprie gambe, imbracciare con coraggio la sfida del cambiamento e di diventare più umane, pronte a mettersi in ascolto dei bisogni dei tanti collaboratori che contribuiscono al successo aziendale. Questo aspetto più emotivo, intimo, è la chiave di volta per cambiare l’aria di ambienti chiusi e soffocanti che sempre meno le persone sono felici di frequentare. Le persone felici fanno felici le aziende; aziende felici e sostenibili fanno felici a loro volta il cliente. Un esempio di vero e proprio circolo virtuoso. Allo Stato, poi, alle Istituzioni, spetta comunque un compito importante e decisivo, soprattutto perché l’Italia si colloca disonorevolmente in fondo alle classifiche di sostenibilità in materia di pari opportunità, e non basta vivacchiare correggendo qua e la leggi e decreti o recepire direttive dall’alto, ma occorre una spinta che sia decisiva sull’acceleratore dell’equità.

Un volume che tutti in azienda dovrebbero leggere – manager e dipendenti – ma anche al di fuori, la stessa società civile, perché le pari opportunità non continuino a essere figurina bidimensionale per riempirsi la bocca quando fa comodo per raccogliere consensi. Le donne non sono figure di servizio o a servizio, non some da caricare perché una legge non scritta ce l’ha imposto. Il mondo ha bisogno di loro: della loro forza, esperienza, cultura, sensibilità, insostituibili e non replicabili. Il futuro è donna ed è ora di accettarlo (e di metterlo in concretezza!).

Elettra Raffaela Melucci

Titolo: Il congedo originale. Come trasformare le organizzazioni con il potere della cura

Autore: Sonia Malaspina, Marialaura Agosta

Editore: Roi Edizioni

Anno di pubblicazione: 2023

Pagine: 165 pp.

ISBN: 978-88-3620-148-8

Prezzo: 21,00€

Elettra Raffaela Melucci

Elettra Raffaela Melucci

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