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Home - Notizie del giorno - Sanità, salta la firma per il rinnovo del contratto

Sanità, salta la firma per il rinnovo del contratto

14 Gennaio 2025
in Notizie del giorno
Sottoscritto accordo tra sindacati e regione Emilia-Romagna su appalti

Salta la firma per il contratto del comparto Sanità 2022-2024, che riguarda oltre 580mila dipendenti del Ssn tra infermieri, tecnici e personale non medico. Stabiliva un aumento medio mensile di 172 euro. I sindacati di categoria si sono infatti divisi: favorevoli all’accordo, dopo una lunga trattativa all’Aran, i sindacati Nursind, Cisl, Fials.

Non hanno invece firmato il Nursing up, la Cgil e la Uil. Non è stata dunque raggiunta la maggioranza per la rappresentanza sindacale necessaria per la firma del contratto.

“Non abbiamo firmato la preintesa per il rinnovo del CCNL Sanità Pubblica 2022/2024 con piena consapevolezza e convinzione” – così Rita Longobardi, Segretaria Generale UIL FPL.

“Le risorse stanziate sono del tutto insufficienti per recuperare il potere d’acquisto eroso negli anni. A fronte di un’inflazione che sfiora il 17% netto, l’aumento complessivo proposto si ferma a un irrisorio 6% lordo. L’incremento salariale promesso di 172 euro lordi mensili si tradurrà, di fatto, in soli 50 euro netti in busta paga: un risultato inadeguato rispetto alla mole di lavoro e alle responsabilità che gravano sulle lavoratrici e i lavoratori del comparto” prosegue Longobardi, che continua “Le indennità, ferme da oltre 20 anni, sono indegne: 1,80 euro lordi all’ora per la pronta disponibilità, 2,55 euro lordi per il turno festivo e così via. I lavoratori sono costretti a ricorrere in modo eccessivo a straordinari e prestazioni aggiuntive per ottenere un salario dignitoso, spesso superando i limiti normativi e mettendo a rischio la loro salute e sicurezza”.

“Non vi sono reali misure per valorizzare professionalmente ed economicamente il personale. Questo contratto rischia di aumentare i carichi di lavoro, favorire la fuga di personale, allungare le liste d’attesa e peggiorare i servizi per i cittadini. Sottoscrivere un contratto al ribasso, con risorse inadeguate, indennità bloccate e carenza di fondi per il salario accessorio, significa tradire il mandato di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori” chiosa duramente Longobardi, che prosegue “A chi vende fumo su presunti diritti e aumenti negati, rispondiamo con fermezza che un sindacato serio ha il dovere di difendere il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori”. La UIL FPL lancia infine un appello al Governo: “Si mettano in campo risorse adeguate per garantire contratti dignitosi e si lavori per superare le criticità emerse nella trattativa”.

“Firmare questo contratto avrebbe significato tradire le attese e le speranze dei lavoratori che rappresentiamo”, spiega Antonio De Palma, presidente di Nursing Up. “Le risorse messe a disposizione sono insufficienti e molte delle nostre richieste, fondamentali per il riconoscimento della professionalità di infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari, sono rimaste ampiamente disattese”.

Tra i motivi che hanno spinto Nursing Up a non firmare la proposta dell’ARAN di ammettere solo le lauree magistrali e quelle di primo livello, avrebbe escluso infermieri, ostetriche e professionisti sanitari con titoli del vecchio ordinamento, spaccando in due tali professioni.

Inoltre i 170 euro lordi proposti per i lavoratori sono “una cifra irrisoria”. È stata inoltre negata la richiesta del sindacato che almeno 2 ore fossero estrapolate dal debito orario settimanale di 36 ore, per essere dedicate alla formazione obbligatoria ed  ECM. Il contratto non offre, come chiesto dal sindacato, garanzie su periodi certi per i bandi di mobilità, lasciando i lavoratori in un limbo organizzativo inaccettabile. Nessuna risposta concreta sull’aumento della parte fissa dell’indennità per gli incarichi di base degli infermieri, ostetriche e prof sanitarie o sull’incremento del tempo retribuito per la vestizione e le consegne per il personale turnista.

De Palma sottolinea inoltre l’urgenza di riprendere il confronto con il Governo e con l’Aran su basi più solide, in linea con le promesse fatte nei mesi precedenti , e con l’impegno di valorizzare concretamente i professionisti della sanità.

“Cgil, Uil e Nursing Up hanno fatto saltare il tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto della sanità pubblica, negando ai lavoratori e ai professionisti della sanità le conquiste ottenute in mesi di negoziato e di pressing su Governo e Parlamento – dice la Cisl-Fp in una nota – una decisione grave che tocca direttamente le tasche di chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini”.

La categoria sottolinea che “il contratto che stavamo per firmare avrebbe garantito aumenti stipendiali del 7%, pari a oltre 170 euro lordi al mese su 13 mensilità, insieme con ulteriori 90 euro annui pro capite per incrementare i fondi contrattuali. Tutte le indennità erano state rivalutate e aumentate grazie a specifici stanziamenti di legge, offrendo un concreto riconoscimento economico a chi lavora in prima linea. Inoltre, erano stati introdotti importanti strumenti per la sicurezza sul lavoro, come l`obbligo per le aziende di assumersi ogni onere di difesa legale in caso di aggressioni al personale”.

“Sono deluso per il mancato accordo raggiunto perché c’erano tutte le condizioni per firmare e avviare rapidamente la trattativa per il Ccnl 2025-2027”. Così il presidente Aran, Antonio Naddeo, al termine della due giorni di trattative. “Va detto poi – ha proseguito Naddeo -, che al di là dell’aspetto economico, comunque rilevante, non potranno essere applicati molti degli istituti che avrebbero da subito migliorato le condizioni lavorative e di vita dei lavoratori del comparto sanità. Ora è difficile capire – ha sottolineato il presidente Aran – cosa succederà in futuro, perché in queste due intense giornate di contrattazione abbiamo esplorato tutte le vie per giungere a un accordo, e inoltre sta per partire il periodo di elezioni delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie), in cui diventerà più aspro il conflitto sindacale e sarà oggettivamente complicato programmare nuovi incontri per il rinnovo del Contratto per il Comparto Sanità”.

“Tengo a precisare – aggiunge Naddeo – che fino a questa mattina sembrava possibile arrivare alla firma, poiché abbiamo cercato di rispondere positivamente alle richieste poste anche ieri dalle organizzazioni sindacali, in particolar modo di chi sembrava volere la definizione della trattativa. Una disponibilità alla firma che, invece, è mancata quando abbiamo proceduto alle dichiarazioni per la sottoscrizione, previste dalla normativa, da parte di Cgil e Uil, di cui era ampiamente nota la contrarietà all’intesa, ma anche da parte del Nursing Up, nonostante Aran abbia inserito nella versione finale del Contratto tutte le richieste esplicitate questa mattina dallo stesso sindacato in un comunicato stampa”.

“Evidentemente, bisogna ricordare che la contrattazione è una mediazione e non è possibile ottenere tutto – ha concluso -. Il paradosso amaro è che quello che due anni fa andava bene a tutti i sindacati per il rinnovo del precedente contratto, oggi sembra non bastare, eppure il nuovo Ccnl aggiunge e non toglie sia in termini di risorse sia di innovazioni per i lavoratori”.

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