“Con una delibera di giunta il Comune di Fiumicino ha deciso che da venerdì 12 settembre 2025 sarebbero aumentate le tariffe taxi per le licenze rilasciate da quest’ultimo. A partire da tale data, una corsa dall’Aeroporto di Fiumicino a Roma centro o all’Aeroporto di Ciampino, costa ben 80 euro, a fronte dei 60 euro che si pagavano in precedenza, con un aumento del 34%. Chi invece dovrà recarsi al porto di Civitavecchia pagherà 148 euro rispetto a 110 euro precedenti con un aumento del 37%, mentre chi ha come destinazione la fiera di Roma pagherà 33 euro. Introdotta anche la nuova la tariffa minima per corse interne, che sarà di 12 euro”.
Così, in una nota, Federconsumatori Lazio rivela l’assurda ‘’guerra’’ delle tariffe che riguarda i comuni di Roma e di Fiumicino. La sede dello scalo Leonardo da Vinci rientra infatti nel secondo, che in modo assolutamente autonomo sembra abbia deciso di rivedere le tariffe dei propri taxi; i quali, tuttavia, fanno fondamentalmente servizio verso la Capitale, dove le tariffe sono decisamente più basse. Quindi, per la stessa corsa, i viaggiatori, a seconda della scelta del taxi (licenza rilasciata dal Comune di Fiumicino o Roma), si troveranno a pagare tariffe diverse.
Infatti, all’aeroporto di Fiumicino, come noto, prestano servizio anche taxi con licenza rilasciate da altri comuni, in modo particolare quelli del Comune di Roma: che pur avendo aumentato da luglio le tariffe delle corse dalla città verso lo scalo aereoportuale, le ha comunque fissate a 55 euro per le corse da Fiumicino a Roma centro, a 40 euro per l’Aeroporto di Ciampino e 130 euro per il porto Civitavecchia. Dunque, decisamente inferiore a quelle che pagherebbe il malcapitato cliente che salisse su un taxi immatricolato a Fiumicino. Una incongruenza assurda.
“Invitiamo il Comune di Roma e il Comune di Fiumicino a convocare un tavolo di confronto, coinvolgendo anche le Associazione dei consumatori- conclude la nota di Federconsumatori- affinché si trovi una soluzione uniforme, trasparente e soprattutto sostenibile per cittadini e turisti, che già sono costretti a pagare a caro prezzo questo servizio. Peraltro, anche tra i tassisti, potrebbero verificarsi spiacevoli tensioni e discussioni, che sarebbero del tutto controproducenti per l’intera categoria”.
L’allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori, comunque, ha sortito qualche effetto, tanto che il comune di Fiumicino ha rapidamente invertito la marcia. “Accogliamo con favore la decisione del Comune di Fiumicino di fare un passo indietro rispetto all’aumento delle tariffe taxi, riconoscendo le nostre preoccupazioni unite a quelle dei cittadini residenti e dei viaggiatori”, dichiara infatti Fabrizio Micarelli, presidente Federconsumatori Lazio, che propone un tavolo congiunto anche con il Comune di Roma e le Associazioni dei Consumatori per “un piano tariffario omogeneo, trasparente e sostenibile per cittadini turisti e tassisti, con particolare attenzione visto che presso lo scalo di Fiumicino, come è noto, il servizio è svolto in prevalenza con licenze rilasciate da due diversi Comuni”. In ogni caso, e’ l’impegno dell’associazione, ‘’continueremo a seguire e monitorare la vicenda’’.




























