L’assemblea generale della Cgil ha approvato un ordine del giorno contro l’attacco ai diritti, alla libertà e alla dignità delle donne. La confederazione denuncia il “progressivo arretramento” sul terreno dei diritti e dell’uguaglianza di genere. “Il Governo Meloni – accusa – ha espresso un orientamento politico e culturale manifestatosi in scelte e atti volti a comprimere l’autodeterminazione e la libertà delle donne, a indebolire strumenti fondamentali di prevenzione delle disuguaglianze e della violenza di genere e a riproporre una visione tradizionalista e gerarchica dei ruoli sociali”.
La compressione dei diritti delle donne si intreccia con “un più ampio attacco ai diritti civili – prosegue la Cgil – contribuendo ad alimentare discriminazioni, esclusioni e un clima regressivo sul piano sociale e culturale”. Il sindacato esprime poi un “giudizio negativo” rispetto alle “numerose criticità” relative al recepimento e all’attuazione della direttiva europea per contrastare il gender pay gap, che “arretra rispetto a una legislazione più favorevole sugli obblighi informativi oggi per le imprese da 50 dipendenti”. La Cgil considera inoltre “gravissimo” il Ddl stupri presentato dalla senatrice Giulia Bongiorno, che “appare suscettibile di spostare l’onere della prova sulle donne vittime di violenza”. Conferma la “piena adesione” e il “sostegno” alla mobilitazione nazionale del 28 febbraio contro il disegno di legge.


























