I fuori sede non possono votare, ma i rappresentanti di lista si: per questo, migliaia di persone che lavorano o studiano in citta diverse da quella in cui hanno la residenza stanno sommergendo di richieste i Comitati per il no. Gia diecimila solo nel Lazio.
La notizia arriva dal Comitato per il No della societa civile, che conferma:
“Sono migliaia le persone che negli ultimi giorni si sono rivolte al Comitato e alle forze politiche schierate per il No al referendum sulla giustizia per poter svolgere la funzione di rappresentante di lista e, di conseguenza, avere la possibilità di votare nella città in cui studiano o lavorano”
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È ancora possibile, informa il Comitato, fare richiesta per chi non è nelle condizioni di poter tornare nella propria città di residenza per poter partecipare alla consultazione referendaria. Le numerose richieste, incrementate negli ultimi giorni, per il Comitato “sono un segnale incoraggiante ma è inaccettabile che il Governo Meloni impedisca a milioni di persone di poter votare nelle città in cui vivono per motivi di studio o lavoro, nonostante lo stesso Governo lo abbia reso possibile ai referendum sul lavoro e la cittadinanza di giugno 2025”
“Una scelta incoerente e sbagliata, conclude il Comitato- che limita fortemente la partecipazione delle cittadine e dei cittadini e lo fa proprio su un referendum che per oggetto ha le regole fondanti del Paese”.




























