Viviamo in tempi interessanti, non c’è dubbio. In poche ore, martedì 14 aprile è accaduto l’incredibile: Giorgia Meloni ha rotto i rapporti con Israele e anche con Washington, due capisaldi della sua politica estera. Ma se la decisione di interrompere il rinnovo automatico del memorandum sulla difesa tra Israele e Italia è stata una iniziativa del governo italiano, lo strappo con la Casa Bianca è colpa, o merito, di Donald Trump in persona, che in una intervista al Corriere della Sera ha scaricato brutalmente l’ormai ex amica Meloni: “sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, ma mi sbagliavo’’. E a proposito della critica che gli ha rivolto la premier per l’attacco al Papa (Meloni aveva ieri definito le parole di Trump “inaccettabili”) il presidente Usa ha ribattuto: “È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”.
Nella conversazione con Viviana Mazza, in sei minuti Trump accusa il nostro governo di non “fare nulla per ottenere il petrolio”, aiutandolo a forzare con l’Iran per la riapertura di Hormuz: “anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia, lei (la Meloni, ndr)) non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”. Inoltre, afferma di non aver parlato con Meloni, anzi, di non parlarle “da molto tempo”, proprio perché “non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo”; e se appena un mese fa, ancora sul Corriere, definiva la premier italiana “una grande amica, che cerca sempre di aiutare”, oggi dice: “Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese: l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.
E ancora, torna a ripetere che l’Europa sta “distruggendo sé stessa dall’interno” a causa delle sue politiche sull’immigrazione e con quelle legate all’energia: “Pagano i più alti costi del mondo per l’energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da Donald Trump perché lo tenga aperto”, tuona l’uomo della Casa Bianca; trascurando di citare, naturalmente, il non irrilevante dettaglio che lo Stretto era aperto e gratuito per tutti, fino a prima che gli Usa iniziassero i loro dissennati bombardamenti. Quanto all’uso dei dragamine italiani per sminare lo stretto di Hormuz, il presidente americano conferma di averli chiesti ma, aggiunge, “ho chiesto di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta”.
Tornando poi sull’attacco al Papa, Trump rincara la dose ripetendo che Leone XIV “non capisce”: “Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese”. Infine, il commento. praticamente una lapide, alla sconfitta elettorale di Viktor Orban: “quella non era la mia elezione ma lui era un mio amico, un brav’uomo, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese, come ha fatto l’Italia”.
E veniamo alle conseguenze in Italia. L’attacco di Trump ha suscitato la reazione di tutta l’opposizione, con varie sfumature. Elly Schlein è subito scesa in campo in difesa della premier, e parlando in Aula alla Camera ha scandito: “nessun capo di Stato può minacciare il nostro Paese e mancare di rispetto al nostro governo. Siamo avversari in quest’aula ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese”. E ha aggiunto: “Voglio esprimere la nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest’aula, per l’attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone”.
Angelo Bonelli, co-leader di Avs, rinfaccia a Meloni di aver sbagliato la linea di politica estera ma a sua volta offre al governo di “unirsi” per dire no alla guerra: “Se la destra che governa questo paese vuole stare insieme a noi per dire no alla guerra, per sospendere definitivamente l’accordo con Israele, noi ci siamo: siamo uniti per dire no alla guerra e per dire a Trump che non può assolutamente condizionare la politica e il governo italiano, perché l’Italia è una nazione sovrana”. Netto anche Carlo Calenda: “Meloni ha avuto il coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta a questo pazzo”. Assai più freddi i Cinque Stelle e soprattutto Matteo Renzi, che commenta così: “Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader”. E aggiunge una previsione che è un auspicio: “da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato”.
Eppure, chissà: le critiche più severe che l’opposizione rivolgeva alla premier erano a causa della timidezza con Nethanyau e, soprattutto, per sua vicinanza con Trump: ma questo attacco, se da un lato fa cadere definitivamente l’illusione di una Meloni come anello di congiunzione con Washington, dall’altro può valere con un ottimo assist al governo. Sempre che, tra un delirio e l’altro, Trump non cambi di nuovo idea e torni a considerare Meloni una cara amica. Tra l’altro, per pura coincidenza, poco prima che il presidente Usa dilagasse sul Corriere, la stessa Meloni, a margine del Vinitaly di Verona rivendicava con orgoglio di aver pronunciato, sulla questione dell’attacco al Papa, parole assai chiare: “non so quanti leader hanno parlato come me su Trump: e questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza”.
Nunzia Penelope




























