A Roma, la terza settimana di giugno è stata caratterizzata, fra le altre cose, da una fitta serie di incontri di cui si è reso protagonista il vertice di Stellantis, la multinazionale dell’auto giuridicamente basata in Olanda. Lunedì 15 giugno, ad avviare la serie, è stato Emanuele Cappellano, ovvero il responsabile Europa di Stellantis. Il quale ha incontrato i rappresentanti dei sindacati italiani dei metalmeccanici.
Il giorno successivo, martedì 16, lo stesso Cappellano ha accompagnato il nuovo Ceo (leggi: Amministratore delegato) di Stellantis, Antonio Filosa, al ministero delle Imprese e del made in Italy, ove hanno incontrato il titolare del dicastero stesso, Adolfo Urso.
Infine, nel terzo giorno di questa trasferta romana, lo stesso Filosa è stato ascoltato dalle Commissioni Attività Produttive e Industria di Camera e Senato, nel corso di una audizione specificamente dedicata ai programmi produttivi di Stellantis relativi al nostro Paese.
Cosa è venuto fuori da questi tre successivi appuntamenti? O, per dir meglio, cosa ha voluto dire Stellantis ai rappresentanti politici e sindacali che ha incontrato?
La domanda è semplice, la risposta non può che essere complessa. Cominciamo dunque a cercar di capire, innanzitutto, come questa multinazionale dell’auto si è mossa sul piano comunicativo.
In una precedente occasione, ovvero l’11 ottobre del 2024, – occasione non lontanissima in termini cronologici, ma assai lontana in termini, appunto, comunicativi -, il predecessore di Filosa, ovvero il franco-portoghese Carlos Tavares, era stato ricevuto dalle già citate Commissioni riunite di Camera e Senato. Un’audizione che si era svolta in un clima non privo di polemiche e che aveva segnato un punto piuttosto basso nelle relazioni fra l’Azienda e la nostra dirigenza politica che veniva accusata di essere responsabile almeno di parte delle difficoltà produttive di Stellantis.
Di lì a poco, Tavares rassegnò le sue dimissioni dalla carica di Ceo della stessa Stellantis. Ed ecco che, il successivo 17 dicembre, al Mimit si svolse un incontro triangolare fra il Governo, rappresentato dal titolare del dicastero, Adolfo Urso, i sindacati dei metalmeccanici e Jean-Philippe Imparato, in quella fase rappresentante europeo di Stellantis. Incontro a proposito del quale parlammo di un “armistizio” fra Azienda e Governo.
Il 19 marzo dell’anno successivo, ovvero del 2025, fu poi la volta di John Elkann, nella sua duplice veste di Presidente di Stellantis e di Responsabile della sua gestione operativa, ad essere ascoltato dalle medesime Commissioni riunite di Camera e Senato. Un incontro con cui lo stesso Elkann inaugurò quelle che qui, sul Diario del lavoro, abbiamo definito come “operazione simpatia” non solo nei confronti del Governo italiano, ma anche nei confronti dell’insieme del nostro Paese.
In quella occasione, Elkann sottolineò con insistenza le radici Fiat, e quindi italiane, di Stellantis. Due giorni fa, Filosa ha sottolineato, a sua volta, la propria italianità con questa affermazione: “Da italiano so perfettamente quanto la grandezza di questa azienda affondi le sue radici anche in questo Paese. E, da italiano, ci tengo a ricordare Sergio Marchionne”. Oggi, ha proseguito, “sarebbe stato il suo 74esimo compleanno”.
Nel suo intervento davanti alle Commissioni Attività produttive e Industria di Camera e Senato, Filosa ha dato quindi l’impressione di voler portare avanti l’operazione simpatia lanciata l’anno scorso da Elkann, inserendola, peraltro, in una visione moderatamente ottimistica sui primi risultati positivi ottenuti in questi mesi da Stellantis a livello globale.
L’Italia, però, non è solo un Paese importante per Stellantis. È uno dei Paesi che, nella nuova geografia aziendale illustrata il 21 maggio scorso a Auburn Hills col lancio del piano FaSTLANE 2030, fa parte della regione Europa. E qui sorge qualche preoccupazione perché vari segnali, negli ultimi tempi, spingono a ritenere che Stellantis intenda trasferire parte delle sue attività produttive dall’Europa mediterranea al Nord Africa. Ma su questo occorrerà ritornare.
@Fernando_Liuzzi

























