Riparte la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center del comparto Crm/Bpo. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpl Uil hanno proclamato uno sciopero articolato dal 13 al 27 luglio, con modalità che saranno definite a livello regionale, per chiedere un intervento del governo sulla crisi occupazionale che, secondo i sindacati, sta investendo il settore a causa della rapida diffusione di sistemi di automazione e intelligenza artificiale.
L’astensione dal lavoro sarà accompagnata da iniziative territoriali già a partire da domani e da un coinvolgimento dei parlamentari eletti nei diversi collegi e di altri rappresentanti istituzionali, ai quali i lavoratori chiedono di sostenere la vertenza.
Secondo le organizzazioni sindacali, il comparto sta vivendo una trasformazione “senza precedenti”, con l’introduzione di chatbot, assistenti virtuali e sistemi automatizzati per la gestione delle richieste dei clienti che stanno progressivamente sostituendo attività finora svolte dagli operatori. Un processo che, denunciano Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpl Uil, viene portato avanti senza un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori, senza percorsi di riconversione professionale e senza adeguate garanzie occupazionali, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.
Per questo i sindacati chiedono al governo di aprire un tavolo permanente con le aziende del settore e le parti sociali per governare gli effetti dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. Tra le richieste figurano anche l’introduzione dell’obbligo di confronto sindacale prima dell’adozione di strumenti che incidano su mansioni e organici, l’avvio di programmi di formazione, riqualificazione e ricollocazione del personale, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali dedicati al comparto e l’introduzione di un contributo a carico delle committenze che, attraverso l’automazione e la riduzione del personale, aumentano ricavi e profitti.
“Abbiamo piena consapevolezza che l’innovazione non si può fermare – affermano le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpl Uil – ma non è accettabile che il progresso tecnologico, senza controllo e governo, si traduca in esuberi”.

























