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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

16 Luglio 2026
in Camera

SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

La seduta comincia alle 14.

DL 107/2026: Disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti.
C. 2987 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell’8 luglio 2026.

Andrea VOLPI (FdI), relatore, formula una proposta di parere favorevole.

Arturo SCOTTO (PD-IDP) preannuncia il voto contrario del suo gruppo rispetto alla proposta di parere formulata dal relatore, motivato dal fatto che la disposizione relativa alle tutele nei luoghi di lavoro in contesti di emergenza climatica è demandata a un articolo contenuto nel provvedimento in esame, che riguarda la realizzazione di opere infrastrutturali, ricordando in proposito che negli ultimi due anni analoghi interventi erano invece stati predisposti in decreti-legge ad hoc.
Nell’osservare come la condizione climatica sia, ad oggi, più drammatica del passato, tanto da causare un numero maggiore di morti, constata che occorreva un provvedimento specifico, poiché nell’articolo 6 del decreto-legge in oggetto non si estendono gli ammortizzatori sociali relativi a emergenze climatiche anche ai rider, che hanno indetto uno sciopero per richiedere maggiori tutele in caso di sospensione dell’attività per l’emergenza caldo.
Ricorda, in merito, che lo scorso anno erano stati stanziati 33 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali previsti per l’emergenza climatica, ridotti quest’anno a soli 15 milioni di euro.
Ritiene quindi che la misura in oggetto non è sufficiente e che la stessa rivela la sottovalutazione del problema, che si augura il Parlamento possa affrontare in maniera più incisiva nel corso dell’esame del provvedimento, nonostante il Governo si limiti a liquidare la situazione come ordinaria.
Constata altresì che quella in corso non è una semplice emergenza contingente, ma una vera e propria nuova situazione climatica la cui gestione richiede strumenti strutturali e non episodici. In merito, non considera esaustiva la stipula di accordi, tanto più se demandati all’iniziativa degli enti locali, e richiama la necessità di una «cassa climatica» in funzione di ammortizzatore sociale universale a difesa e protezione dei lavoratori interessati.
Nel constatare come sia assai complicato che l’attuale Governo, nel corso degli ultimi mesi di legislatura, peraltro condizionata dai recenti episodi legati all’approvazione della legge elettorale, assuma iniziative strutturalmente incisive di sostegno ai lavoratori in contesti di emergenza climatica, dichiara che saranno le attuali forze di opposizione, una volta al Governo, a farsi promotrici di provvedimenti di tutela dei lavoratori.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

DL 108/2026: Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità.
C. 2988 Governo.
(Parere alla VII Commissione).
(Seguito esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell’8 luglio 2026.

Lorenzo MALAGOLA (FdI), relatore, formula una proposta di parere favorevole.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l’esame congiunto dei provvedimenti.

Walter RIZZETTO, presidente, avverte che, ai sensi dell’articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge recante il rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge recante disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026, con particolare riferimento alle parti di competenza dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (Tabella n. 4), nonché dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (Tabella n. 2).
Per quanto riguarda le modalità di esame, fa presente che dopo l’esame preliminare la Commissione procede all’esame delle proposte emendative presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell’ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l’entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l’ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l’utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
È considerata emendabile l’intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l’eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l’ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
È comunque esclusa la possibilità di compensare l’incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale.
Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa, deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l’autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall’emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
Tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione Bilancio.
Gli emendamenti approvati durante l’esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione Bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione Bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
Sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione Bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest’ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell’esame in Assemblea.
L’esame in sede consultiva si conclude con l’approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l’esame può anche concludersi con l’approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione Bilancio.
Invita quindi la relatrice, onorevole Nisini, a svolgere la relazione introduttiva.

Tiziana NISINI (LEGA), relatrice, rileva preliminarmente che, per quanto riguarda il rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2025, in base agli articoli da 35 a 38 della legge di contabilità e finanza pubblica, il rendiconto rappresenta lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo annuale di gestione del bilancio dello Stato, adempie all’obbligo, previsto dall’articolo 81, quarto comma, della Costituzione, di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria. In questo senso, il provvedimento costituisce, pertanto, un’occasione utile per valutare l’andamento delle politiche di settore nell’ambito delle materie di competenza della Commissione.
In relazione alle linee di indirizzo che hanno caratterizzato la gestione del bilancio da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, fa presente che la Nota integrativa al rendiconto riferita al medesimo Ministero sottolinea che i principali interventi sono stati indirizzati alla riduzione della pressione fiscale, al sostegno dei redditi medio-bassi dei lavoratori dipendenti e ad interventi in favore delle famiglie numerose, sottolineando che sono stati realizzati interventi tesi a preservare i livelli occupazionali e ad estendere le misure di sostegno al reddito per le diverse categorie di lavoratori, nell’ottica di sostenere il lavoro e i settori economici e produttivi, cogliendo l’occasione per realizzare trasformazioni radicali del modello economico e sociale.
Segnala quindi come la Nota sottolinei che l’obiettivo è stato quello di continuare a sostenere un processo di invecchiamento attivo e sano, anche promuovendo opportunità di lavoro di qualità e processi di formazione che coinvolgano i lavoratori a prescindere dall’età. In tema di pari opportunità, la Nota fa notare che particolare attenzione è stata riservata a favorire una piena emancipazione economica e sociale della donna nel mercato del lavoro, attraverso una strategia integrata di investimenti di carattere finanziario e di servizi per il supporto alla promozione dell’imprenditorialità femminile.
Nel ricordare l’approvazione della legge 17 dicembre 2024, n. 203, recante «Disposizioni in materia di lavoro», precisa che, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, l’obiettivo è stato quello di individuare politiche e strategie condivise a favore di un generale miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori. La medesima Nota evidenzia, inoltre, che particolare attenzione è stata riservata anche all’intelligenza artificiale da utilizzare in funzione «umanocentrica», centrata sull’uomo nel mondo del lavoro, in modo da recare un vantaggio per lavoratori e lavoratrici, consentendo a tutti di prestare la propria attività in sicurezza e di esprimersi al meglio in termini di produttività. Nell’ambito delle politiche attive, vengono poi richiamate le misure sul Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), che testimonia l’impegno per un mercato del lavoro più dinamico e accessibile. La Nota richiama, quindi, le misure in favore di lavoratori, imprese e famiglie, previste dalla legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207).
Quanto agli obiettivi individuati per l’anno 2025, rileva che le priorità sono state riconducibili agli ambiti relativi a: sviluppare le misure di semplificazione introdotte negli adempimenti correlati ai rapporti di lavoro; continuare il rafforzamento delle politiche attive e il riordino delle misure di contrasto alla povertà, anche attraverso l’IA e l’implementazione della piattaforma SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) quale marketplace pubblico per l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro; promuovere nuove misure di contrasto e lotta alla povertà e rafforzamento dei servizi in ambito sociale; consolidare le politiche di promozione della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; rafforzare le politiche di contrasto al lavoro sommerso e al caporalato; implementare le misure volte al potenziamento degli ammortizzatori sociali nell’ottica di un sistema integrato di strategia di rilancio della produttività industriale; realizzare interventi in materia di pensioni; rafforzare la promozione dell’economia sociale di percorsi migratori regolari e delle politiche di integrazione; sostenere e tutelare il lavoro autonomo; effettuare interventi in materia di governance; garantire la realizzazione degli obiettivi individuati all’esito del G7, nel settembre 2024; rafforzare le politiche del personale e per la valorizzazione delle competenze; valutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro.
Sul piano finanziario, si sofferma, in particolare, sulla Tabella n. 4, che dà conto della gestione delle risorse del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. In particolare, ricorda che le previsioni iniziali di spesa contenute nello stato di previsione del Ministero allegato alla legge di bilancio 2025 erano pari a 193.430,4 milioni di euro, per quanto riguarda la competenza. Per effetto delle variazioni intervenute nel corso della gestione, gli stanziamenti definitivi sono risultati pari a 194.205,9 milioni di euro di competenza. I dati del bilancio del Ministero registrati a consuntivo nel 2025, sempre in termini di competenza, sono pari a 174.768 milioni di euro. L’incidenza percentuale delle risorse a consuntivo del Ministero sul bilancio dello Stato nel 2025 è pari a circa il 19,3 per cento e registra una lieve diminuzione rispetto al 2024 quando tale incidenza percentuale era pari al 21,7 per cento. Per il 2025, a fronte di un incremento delle previsioni definitive rispetto a quelle iniziali pari a oltre 775 milioni, i dati a consuntivo mostrano un impegno di spesa inferiore alle previsioni definitive di circa 19.437 milioni.
Per ciò che concerne la gestione, osserva che la massa spendibile – data dalla somma degli stanziamenti finali e dei residui iniziali, per misurare la capacità dell’amministrazione di far fronte agli impegni correnti e passati attraverso i pagamenti nell’anno corrente – è stata pari a 209.233 milioni.
I pagamenti totali sono risultati pari a 172.397 milioni, di cui il 98,2 per cento (169.378 milioni) sulla competenza e l’1,8 per cento (3.018 milioni) sui residui (nel 2024 i pagamenti sui residui erano stati pari all’1,6 per cento dei pagamenti totali).
Il coefficiente di realizzazione della spesa (pagamenti totali su previsioni definitive) è pari all’88,7 per cento, inferiore a quello del 2024 che era del 91,7 per cento.
I residui passivi finali, al 31 dicembre 2025, ammontano a 15.056,7 milioni di euro, con un lieve incremento rispetto alle previsioni definitive (15.027,3 milioni).
Segnala quindi che la Missione 26 «Politiche per il lavoro», come nel 2024, è la missione che presenta l’ammontare più rilevante di residui passivi finali, pari a 10.316 milioni di euro (circa il 68,5 del totale), connessi, in particolare, al Fondo sociale per occupazione e formazione (cap. 2230), in relazione al quale sono pari a 9.615 milioni di euro.
Quanto alla destinazione delle spese, ricorda che l’attività del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha ad oggetto quattro delle missioni nelle quali si articola il bilancio dello Stato: la Missione 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», la Missione 25 «Politiche previdenziali», la Missione 26 «Politiche per il lavoro» e la Missione 27 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti».
Precisa quindi che la missione quantitativamente più consistente è la Missione 25 «Politiche previdenziali», che assorbe il 55,6 per cento delle risorse presenti nello stato di previsione. La Missione 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» assorbe circa il 37,3 per cento delle risorse, mentre alla Missione 26 «Politiche per il lavoro» è destinato il 6,9 per cento delle risorse. L’incidenza delle spese relative alla Missione 27 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» è più contenuta in termini percentuali.
Le risorse assegnate a consuntivo alla Missione 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», sono pari a 65.339,2 milioni, con un incremento di circa 5 punti percentuali rispetto al 2024.
Il principale programma della predetta Missione, «Trasferimenti assistenziali a enti previdenziali, finanziamento nazionale spesa sociale, programmazione, monitoraggio e valutazione politiche sociali e di inclusione attiva» (24.12) assorbe, con 64.902 milioni di euro, oltre il 98 per cento delle disponibilità dell’intera missione. All’interno di tale Programma, i capitoli con le risorse a consuntivo più elevate sono destinate all’erogazione dell’Assegno unico (cap. 3620), con 20.204 milioni di euro, dell’Assegno di inclusione (cap. 3557), con 5.730 milioni di euro, delle pensioni agli invalidi civili (cap. 3528), con 21.799 milioni di euro, e delle pensioni sociali (cap. 4348), con 8.867 milioni di euro.
Con riguardo al secondo dei due programmi della Missione 24, «Terzo settore» (24.2), i capitoli strettamente inerenti al Terzo settore (3523, 5247 e 8060) registrano a consuntivo risorse complessive per circa 83 milioni di euro.
La Missione 24 registra altresì una variazione in aumento pari a circa 911,2 milioni di euro, ascrivibile, in particolare, all’aumento delle risorse da destinare all’INPS per l’erogazione dell’Assegno di inclusione (cap. 3557 con +93 milioni di euro) e all’incremento degli stanziamenti per la quota del 5 per mille dell’Irpef da assegnare agli enti per il volontariato, le associazioni di promozione sociale ed altre ONLUS beneficiarie (cap. 5243 con +332,3 milioni), all’incremento degli stanziamenti da corrispondere alle regioni per il finanziamento di interventi di competenza regionale in materia di politiche sociali (cap. 3539, con +386.2 milioni di euro). A fronte di tale variazione in aumento, i dati a consuntivo mostrano un impegno di spesa inferiore alle previsioni definitive di circa 277 milioni di euro, con un coefficiente di realizzazione della spesa (pagamenti totali su previsioni definitive) pari al 99,6 per cento.
Per quanto concerne la Missione 25 «Politiche previdenziali» (che si articola nell’unico programma «Previdenza obbligatoria e complementare, assicurazioni sociali»), le risorse assegnate a consuntivo sono pari a 97.193,6 milioni di euro, con una diminuzione di oltre il 5 per cento rispetto al 2024.
Tra i capitoli con più risorse a consuntivo si segnalano il capitolo 4351 «Quote di mensilità di pensione a carico della gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali da finanziarsi dallo Stato», con circa 26.592 milioni di euro, e i capitoli relativi agli sgravi contributivi (capp. 4363, 4364 e 2564), con risorse a consuntivo pari a circa 15.941 milioni di euro.
La Missione 25 registra altresì una variazione in riduzione pari a circa 249 milioni di euro, ascrivibile, in particolare, agli oneri relativi ai trattamenti previdenziali (cap. 4351, con –435,7 milioni, cap. 4354, –24,2 milioni, 4355, –187,4 milioni), alle agevolazioni contributive (cap. 4364, +138,4 milioni) e alla rivalutazione delle pensioni (cap. 4356, +108,3 milioni), con un coefficiente di realizzazione della spesa (pagamenti totali su previsioni definitive) pari all’87,6 per cento. A fronte della suddetta variazione in aumento, i dati a consuntivo mostrano un impegno di spesa inferiore alle previsioni definitive di circa 13.647 milioni di euro.
Per quanto concerne la Missione 26 «Politiche per il lavoro», le risorse a consuntivo sono pari a 12.148,8 milioni di euro, in leggero aumento rispetto al 2024. Poco più della metà di tali risorse sono stanziate sul capitolo 2402 relativo agli oneri per i trattamenti di mobilità e di disoccupazione (6.893 milioni di euro).
Quanto alle politiche attive, il cui Programma 26.10 registra somme a consuntivo pari a 1.249 milioni di euro, la Corte dei conti evidenzia che il programma «Politiche attive del lavoro, rete dei servizi per il lavoro e la formazione» presenta uno stanziamento definitivo di competenza, nel 2025, di circa 1,5 miliardi di euro, in diminuzione del 31 per cento rispetto al 2024, dovuto, in particolare, ai capitoli 1235 e 1236, relativi, rispettivamente, ai contributi alle Agenzie per il lavoro e ai trasferimenti all’INPS per l’erogazione del beneficio del supporto per la formazione e il lavoro (-31 milioni di euro).
La Missione 26 registra altresì una variazione in aumento pari a circa 116,8 milioni di euro, ascrivibile al Programma «Politiche passive del lavoro e incentivi all’occupazione» (26.6) e, in particolare, agli stanziamenti per gli oneri relativi ai trattamenti di integrazione salariale (cap. 2400 con +54,6 milioni di euro e cap. 2403 con +36,8 milioni di euro). Sul fronte delle politiche attive, il Programma 26.10 registra somme a consuntivo pari a 1.249 milioni di euro.
A fronte della suddetta variazione in aumento, i dati a consuntivo mostrano un impegno di spesa inferiore alle previsioni definitive di circa 5.503 milioni, con un coefficiente di realizzazione della spesa (pagamenti totali su previsioni definitive) pari al 68,8 per cento.
Per quanto concerne la Missione 27 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» – condivisa con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero dell’interno – il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si occupa del fenomeno migratorio con riferimento alla programmazione dei flussi di ingresso per motivi di lavoro, nonché alle iniziative volte a favorire l’integrazione. Lo stanziamento a consuntivo è pari 12,4 milioni di euro, con un lieve aumento rispetto al 2024, quasi interamente ascrivibile al capitolo 3783 «Fondo nazionale per le politiche migratorie», con 9,8 milioni di euro.
Riguardo al disegno di legge di assestamento per il 2026, ricorda che, attraverso tale provvedimento, il Governo propone aggiornamenti delle previsioni di entrata e degli stanziamenti di bilancio per l’esercizio in corso, in termini di competenza e di cassa, alla luce dell’aggiornamento del quadro macroeconomico considerato dal Documento di Finanza Pubblica (DFP), della disponibilità di informazioni aggiornate sugli andamenti di finanza pubblica, delle richieste formulate dalle Amministrazioni centrali in relazione alle nuove esigenze legate alla loro operatività, nonché della consistenza dei residui accertata in sede di rendiconto dell’esercizio precedente.
Le variazioni proposte dal disegno di legge in esame integrano le variazioni di bilancio adottate tra il 1° gennaio e il 31 maggio dell’anno in corso e forniscono le previsioni assestate per il corrente esercizio finanziario, tenendo conto degli effetti finanziari dei provvedimenti legislativi entrati in vigore dopo l’approvazione della legge di bilancio 2025.
Per quanto riguarda i profili di competenza della Commissione, segnala che assumono particolare rilievo il contenuto della Tabella n. 4, che reca lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e talune parti della Tabella n. 2, che reca lo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
Lo stato di previsione della spesa del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2026, approvato con la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Tabella n. 4) reca previsioni di competenza per complessivi 186.214,4 milioni di euro (186.140,9 milioni per la parte corrente e 73,5 milioni per la parte in conto capitale).
La consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2026 è valutata, nella legge di bilancio, in circa 7.539 milioni di euro.
Le previsioni iniziali sopra illustrate subiscono alcune modifiche derivanti da due ordini di fattori: variazioni introdotte in forza di atti amministrativi (adottati nel periodo gennaio-maggio 2026) e variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame.
Le variazioni già introdotte in bilancio per atto amministrativo hanno determinato complessivamente un aumento di circa 70,8 milioni di euro delle previsioni sia di competenza che di cassa, mentre non vi sono variazioni della consistenza dei residui.
Il disegno di legge di assestamento propone, per lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un incremento di 1.241 milioni di euro sia delle previsioni di competenza che delle autorizzazioni di cassa, da ascriversi interamente alle spese correnti, e un aumento dei residui pari a 7.517 milioni di euro.
Pertanto, gli stanziamenti assestati di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali risultano pari a 187.526,1 milioni di euro, pari al 20,1 per cento delle risorse del bilancio dello Stato, di poco inferiore alla percentuale prevista dalla legge di bilancio 2026 (20,2 per cento), con un aumento di circa 1.311,8 milioni rispetto alle previsioni iniziali. Il totale dei residui è pari a 15.056,8 milioni di euro.
La variazione delle dotazioni di competenza proposte con l’assestamento è pari a +1.241 milioni di euro, quasi integralmente ascrivibile ad un incremento di circa 1.090 milioni delle previsioni assestate rispetto alle previsioni iniziali della Missione 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», e derivante dai seguenti incrementi e decrementi delle azioni afferenti al Programma «Trasferimenti assistenziali a enti previdenziali, finanziamento nazionale spesa sociale, programmazione, monitoraggio e valutazione politiche sociali e di inclusione attiva» (24.12): +600 milioni sul capitolo 4348 «Pensioni sociali, assegni sociali ed assegni vitalizi»; +500 milioni sul capitolo 3532 «Somma da erogare per la copertura degli oneri derivanti dalla contribuzione figurativa a favore dei genitori e familiari di persone handicappate»; –10 milioni circa sul capitolo 3557 «Risorse da destinare all’Inps per l’erogazione dell’assegno di inclusione».
L’incremento complessivo di 140,2 milioni di euro che registra la Missione 25 «Politiche previdenziali» è ascrivibile in particolare alle seguenti variazioni: –497 milioni di euro sul capitolo 4383 «Somme da trasferire all’INPS, gestione ex INPDAP, a titolo di apporto dello stato a favore della cassa trattamento pensionistico per i dipendenti dello stato (CTPS)»; –103 milioni di euro sul capitolo 4351 «Quote di mensilità di pensione a carico della gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali da finanziarsi dallo Stato»; +400 milioni di euro sul capitolo 2564 e +100 milioni di euro sul capitolo 4364 relativi entrambi alle «Agevolazioni contributive, sottocontribuzioni ed esoneri».
La Missione 26 «Politiche per il lavoro» registra un lieve incremento di 10 milioni di euro delle previsioni assestate rispetto alle previsioni iniziali.
Infine, segnala che alla Tabella n. 2, riguardante il Ministero dell’economia e delle finanze, con riferimento alle risorse per il pubblico impiego, nell’ambito della Missione 33, «Fondi da ripartire» – per gli stanziamenti relativi al Programma Fondi da assegnare 23.1 (33.1) –, per quanto di interesse della XI Commissione, l’unico capitolo a registrare una variazione in diminuzione dovuta al provvedimento in esame è il 3027 «Fondo da ripartire per l’attuazione dei contratti del personale delle amministrazioni statali, ecc»: la diminuzione è pari a –11,5 milioni di euro, che porta lo stanziamento assestato a 6.083,6 milioni di euro.

Walter RIZZETTO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame congiunto ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 15 luglio 2026.

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.15 alle 14.20.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza della vicepresidente Tiziana NISINI. – Interviene la viceministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

La seduta comincia alle 14.45.

Sulla pubblicità dei lavori.

Tiziana NISINI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

5-05619 Mari: Iniziative volte a garantire il pieno rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e di libertà sindacale nel porto di Salerno.

Francesco MARI (AVS) illustra l’interrogazione in titolo.

La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Francesco MARI (AVS), replicando, lamenta il fatto che, a suo giudizio, capita spesso che, in occasione di interrogazioni inerenti questioni relative all’Ispettorato nazionale del lavoro, come quella in esame che denuncia la mancata libertà di esercizio dell’attività sindacale nel porto di Salerno, il Governo si limita a richiamare l’autonomia o le attività istituzionali condotte dal citato Istituto, senza invece illustrare le iniziative politiche che intende adottare in ordine ai fatti evidenziati.
Nel premettere come l’Ispettorato nazionale del lavoro operi con la sua autonomia, come previsto dalla normativa, osserva che gli atti di sindacato ispettivo rivolti al Governo mirano a conoscere quali azioni di natura politica il Governo intende promuovere, anche alla luce del licenziamento di un delegato sindacale che, nell’ambito dell’attività sindacale, ha denunciato episodi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro, nel porto di Salerno.
In proposito, ricorda che una delle criticità evidenziate è legata al tema delle eccedenze del lavoro straordinario, uno degli elementi che connotano la condizione di pericolosità di un luogo di lavoro.
Alla luce delle considerazioni espresse, osserva che si sarebbe aspettato, da parte del Governo, un intervento deciso, in quanto la vicenda evidenziata è particolarmente grave, poiché affronta il tema della sicurezza sul lavoro in un contesto lavorativo per sua natura pericoloso come quello dei porti, trattando, altresì, della libertà sindacale di un delegato sindacale.
Sostiene che non è possibile rimanere sul terreno delle mere competenze istituzionali e che occorre invece intervenire con un’azione di natura politica che testimoni l’azione, la responsabilità, l’attenzione, la sensibilità del Governo su questi aspetti.
Conclude affermando che ritiene grave il licenziamento «politico» di un lavoratore che aveva denunciato l’insicurezza del luogo di lavoro.

5-05620 Scotto: Iniziative volte a garantire la continuità del progetto «Disoccupati e Inoccupati di Lunga Durata Napoli», che vede coinvolti 1.200 tirocinanti lavoratori, nonché l’indennità di pagamento a tutti i tirocinanti lavoratori.

Arturo SCOTTO (PD-IDP) illustra l’interrogazione in titolo.

La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Arturo SCOTTO (PD-IDP), replicando, nel ringraziare la Viceministra, anche a nome del collega Sarracino, si dichiara non soddisfatto della risposta fornita.
Quanto alle irregolarità e ai problemi di carattere amministrativo evidenziati dalla rappresentante del Governo, osserva che nella risposta non ne vengono specificati il tenore e la gravità.
Constata quindi di trovarsi al cospetto di una situazione ancora non risolta, che ha visto, nella giornata di ieri, i «disoccupati storici» occupare la sede del Comune di Napoli, mentre solo qualche settimana fa gli stessi hanno fatto lo stesso nella sede del Ministero. In proposito, lamenta il fatto che non è possibile continuare a sottovalutare una situazione di tale gravità sociale, atteso che il Governo non è in grado di fornire una risposta adeguata rispetto ai temi evidenziati.
Tra l’altro, trova superfluo, da parte del Governo, ribadire la distinzione, ben nota ai deputati interroganti, tra l’indirizzo politico, spettante alla politica, e l’attività amministrativa, spettante alle amministrazioni interessate.
Osserva che il tema su cui ragionare da parte degli organi politici sono le azioni da intraprendere al fine di concludere le verifiche relative alla regolarità della vicenda in esame e, soprattutto, l’orizzonte temporale fissato per la soluzione di questa vicenda.
Rileva quindi che molti lavoratori coinvolti nel progetto «Disoccupati e Inoccupati di Lunga Durata Napoli» non hanno più alcuna fonte di reddito, rischiando di incappare in una condizione ancora più difficile.
Ritiene che vada evitato di attribuire responsabilità al Comune di Napoli o alla Regione Campania, in quanto, a suo avviso, una tale situazione poteva essere gestita con maggiore tempestività da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Nell’evidenziare come il blocco del predetto progetto rischi di produrre degli effetti molto gravi sulla vita dei 1.200 lavoratori coinvolti, reclama puntuali risposte da parte del Governo.

5-05621 Carotenuto: Iniziative volte a garantire continuità reddituale ai 1.200 disoccupati per i quali è stata sospesa la partecipazione a tirocini nell’ambito del progetto GOL, fino alla conclusione degli accertamenti volti a verificare presunte irregolarità amministrative.

Dario CAROTENUTO (M5S) illustra l’interrogazione in titolo.

La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Dario CAROTENUTO (M5S), replicando, osserva che gli accertamenti in corso, cui fa riferimento la risposta fornita dalla Viceministra, non danno di che vivere ai lavoratori precari in questione coinvolti nel progetto GOL.
Ricorda che a inizio della presente legislatura la maggioranza di Governo ha scelto di abolire il reddito di cittadinanza, una misura che, oggi, avrebbe tutelato tali lavoratori per i quali, in quanto occupabili, il gruppo del M5S aveva previsto un sistema di sostegno al reddito. In proposito, ricorda che la citata misura in passato ha favorito l’impiego di circa 400.000 lavoratori, oggi lasciati nella disperazione più totale in quanto privi di analoghe misure di sostegno.
Dichiara, quindi, che il suo gruppo politico non accetterà soluzioni parziali, suscettibili di acuire le tensioni sociali e di trasformare i disoccupati in disperati in concorrenza tra di loro, tanto più che si tratta di cittadini che non hanno alcuna responsabilità nella vicenda in esame.
Nel ribadire come non si debba adottare soluzioni discriminatorie, auspica l’adozione di misure a tutela dell’intera platea dei lavoratori coinvolti.
Associandosi alle considerazioni espresse dal collega Scotto, afferma di non accettare soluzioni che possano demandare il superamento delle problematiche in oggetto alle istituzioni territoriali, in quanto è il Governo a dover farsi carico delle necessarie iniziative.
Osserva quindi che, secondo i dati forniti dall’Istat, sono 11 milioni in Italia le persone a rischio povertà, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, e che la vicenda in esame mostra che centinaia di persone, che avevano creduto alle promesse in tema di lavoro dell’attuale maggioranza, poco prima dell’avvio del progetto GOL hanno subìto la sospensione del predetto progetto. In merito, prefigura come gli stessi potranno farsi promotori di ricorsi in sede giudiziaria, mentre i lavoratori che avevano già avviato le attività di tirocinio-lavoro potranno esigere il pagamento del lavoro svolto.
Alla luce delle considerazioni espresse, dichiara di non ritenere esaustivo il generico riferimento, da parte della Viceministra, a istruttorie in corso, non avendo peraltro rilevanza il riferimento a chi se ne stia occupando, e ribadisce che i soggetti cosiddetti «occupabili» hanno bisogno di risposte immediate da parte del Governo.

Tiziana NISINI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.

La seduta termina alle 15.15.

AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno non è stato svolto:

SEDE REFERENTE

Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l’erogazione rateale del medesimo trattamento.
C. 1254 Alfonso Colucci e C. 1264 Bagnasco.

 

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