L’Istat conferma la stima preliminare sull’inflazione in calo a giugno, con una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3%, da +3,2% di maggio.
Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%).
Nel mese di giugno l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).
Decelerano su base annua sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%) sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, resta negativo passando da -0,6 a -0,7 punti percentuali.
Decelerano anche i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,9% a +1,3%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +3,9%).
La variazione congiunturale dell’indice generale risente, da un lato, della diminuzione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,5%) e, dall’altro, dell’aumento di quelli dei Servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona (+0,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%).
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,7% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione nulla su base mensile e una variazione pari al +3% su base annua (da +3,2% del mese precedente); la stima preliminare era +3,1%.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale di +2,9%.
Nel secondo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’Ipca, evidenziano un aumento più marcato per le famiglie con bassi livelli di spesa (+3,7%) e più contenuto per quelle con livelli di spesa elevati (+2,6%).
La dinamica dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (Ipca) mostra, nel secondo trimestre, andamenti differenti tra le cinque classi di famiglie: il valore del tasso tendenziale di variazione è più alto per quelle con minori livelli di spesa (da +1% del primo trimestre a +3,7%) e più basso per le famiglie con i livelli di spesa elevati (da +1,6% a +2,6%). Il differenziale inflazionistico tra la prima e la quinta classe torna positivo, salendo a +1,1 dai -0,6 punti percentuali del precedente trimestre.
Più in dettaglio, con riferimento al comparto dei beni, nel secondo trimestre 2026, il tasso tendenziale di crescita dei prezzi per le famiglie con livelli di spesa più bassi è pari a +4,2%, in forte accelerazione rispetto alla stabilità dei due trimestri precedenti. Per le famiglie con i livelli di spesa più elevati, la variazione tendenziale dei prezzi si ferma a +2,7% (da +0,2% del trimestre precedente).
Per entrambi i quinti, si registra una forte risalita su base tendenziale dei prezzi dell’Energia, che pesano per il 17,1% sul bilancio delle famiglie con minori livelli di spesa e per il 7,3% su quello delle famiglie con livelli di spesa più elevati. In particolare, la crescita tendenziale dei prezzi dei Beni energetici si attesta +10,9% (da -5% del trimestre precedente) per il primo quinto e a +11,7% (da -4,9%) per l’ultimo.
Per quanto riguarda i Prodotti alimentari trasformati (che assorbono il 19,4% del bilancio delle famiglie della prima classe e il 9,9% di quello delle famiglie dell’ultima), il tasso tendenziale di variazione dei prezzi rallenta, scendendo a +0,8% per entrambe le classi (rispettivamente da +1,9% e da +1,7%).
Nel comparto dei servizi, nel secondo trimestre 2026, i prezzi evidenziano un profilo tendenziale in leggera decelerazione per entrambe le classi di famiglie, sebbene più moderata per quelle del primo quinto (da +3,0% del primo trimestre 2026 a +2,8%) e lievemente più ampia per quelle dell’ultimo (da +3,2% a +2,5%).
Questa dinamica risente in larga parte dell’andamento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che gravano per il 7,6% sul bilancio delle famiglie del primo quinto e per il 21,6% su quello delle famiglie dell’ultimo quinto; per tale aggregato speciale si registra, nel secondo trimestre 2026, una decelerazione più contenuta per le famiglie del primo quinto (da +3,2% nel primo trimestre 2026 a +2,8%) e più marcata per quelle dell’ultimo (da +4% a +2,6%).
Nel secondo trimestre 2026 il contributo dei Beni alla variazione dell’indice generale Ipca risulta positivo per entrambe le classi di famiglie. In particolare, è pari a 2,760 punti percentuali per quelle con più bassi livelli di spesa e a 1,448 p.p., per quelle con i più alti. Il contributo maggiore nell’ambito dei Beni viene dall’Energia e risulta più marcato per le famiglie del primo quinto (+1,918 p.p) che per quelle dell’ultimo (+0,867 p.p.).
Anche il contributo dei Servizi è positivo, con effetti più evidenti per le famiglie dell’ultima classe (+1,140 p.p.), in linea con la struttura dei consumi di questa sottopopolazione, rispetto a quelle della prima (+0,954 p.p.).



























