Amazon e le organizzazioni sindacali di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt hanno sottoscritto due accordi nazionali validi per l’intero perimetro italiano dell’azienda, sui temi della videosorveglianza e della disciplina di permessi, turni, congedi e tutele sociali. Le intese, frutto del negoziato avviato il 24 giugno, coinvolgeranno tutti i 57 siti Amazon presenti in Italia e segnano, secondo i sindacati, un cambio di passo nelle relazioni industriali con il gruppo: si tratta infatti del primo caso al mondo di accordi collettivi nazionali sottoscritti da Amazon per l’intera rete di un Paese.
Sul fronte della videosorveglianza, l’intesa prende come base di partenza i verbali già esistenti nei diversi siti produttivi, uniformandone la disciplina a livello nazionale e rafforzando ulteriormente le garanzie per i lavoratori. Viene chiarito il perimetro del lecito utilizzo delle telecamere ed è espressamente escluso l’impiego delle immagini a fini disciplinari. Solo nei casi di dolo, colpa grave o per esigenze di tutela del patrimonio aziendale le registrazioni potranno essere utilizzate e, in queste circostanze, il lavoratore interessato avrà il diritto di accedere alle immagini con l’assistenza delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale.
Il secondo accordo interviene invece sull’organizzazione del lavoro e trasforma in diritti esigibili una serie di istituti che finora erano concessi dall’azienda o regolati con ampi margini di discrezionalità. Diventano infatti di diritto il permesso immediato, la gestione delle assenze per malattia dei figli, il cambio turno e il cambio del giorno di riposo. L’intesa ne definisce criteri e contingenti numerici, dove necessari, elimina l’unilateralità delle decisioni aziendali e rende possibile, anche oltre gli eventuali limiti previsti, ulteriori scambi di turno concordati tra i lavoratori. Restano comunque salve eventuali condizioni di miglior favore già presenti nei singoli siti. Le modalità applicative e le eventuali specificità territoriali saranno inoltre oggetto di confronto tra azienda e sindacati a livello locale, con l’obiettivo di rendere concretamente esigibili le nuove disposizioni e valorizzare la contrattazione decentrata.
Un capitolo significativo dell’intesa riguarda i diritti individuali e le tutele sociali. Le parti hanno definito le modalità applicative delle ferie solidali, rendendo concretamente fruibile un istituto finora di difficile utilizzo. Viene inoltre introdotta la possibilità di frazionare il congedo parentale fino alla singola ora, ampliando gli strumenti di conciliazione tra vita privata e lavoro. Sul fronte della tutela della salute, Amazon recepisce la disciplina generale prevista dal contratto nazionale per i lavoratori affetti da gravi patologie: le assenze legate alla malattia non saranno conteggiate ai fini del periodo di comporto e sarà garantita la retribuzione fino a un massimo di 18 mesi, rafforzando così le tutele per i dipendenti impegnati in percorsi di cura di lunga durata. Si tratta di temi che erano già stati individuati come prioritari nel confronto aperto il 24 giugno.
La firma delle due intese non conclude il negoziato. Come concordato nel calendario di confronto definito a giugno, Amazon e sindacati torneranno al tavolo tra settembre e ottobre per affrontare una seconda fase della trattativa. Il confronto proseguirà sia sulle ulteriori materie normative sia sul capitolo economico, con l’obiettivo di definire nuovi accordi validi a livello nazionale e completare il percorso negoziale avviato all’inizio dell’estate.
Sentito da Il diario del lavoro, per Danilo Morini, segretario nazionale della Filt Cgil, i contenuti sottoscritti sono coerenti con gli obiettivi fissati dalla delegazione sindacale e rappresentano “un primo straordinario risultato”. Ma, al di là del merito delle intese, il dirigente sindacale sottolinea soprattutto il valore del metodo. “Siamo passati dall’epoca dei protocolli a quella degli accordi”, osserva, ricordando la tradizionale riluttanza di Amazon a sottoscrivere intese collettive. “La firma di oggi” conclude Morini, “rappresenta quindi un cambio di paradigma nelle relazioni industriali dell’azienda e il primo caso al mondo di accordi nazionali validi per tutti i siti Amazon di un intero Paese”.
Elettra Raffaela Melucci





























