“Dobbiamo aumentare la produttività e redistribuirne i frutti attraverso retribuzioni più alte e orari più brevi. Da qui non si esce. E’ necessario stringere, insieme alle imprese e al Governo, una vera alleanza per il lavoro e la competitività. Iniziando da noi parti sociali, questo è uno dei temi centrali dell’accordo in discussione tra i sindacati e tutte le associazioni datoriali”. E’ quanto afferma oggi la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola intervistata dal settimanale “Panorama”.
“Bisogna evitare tanto gli allarmismi quanto le semplificazioni. Ma una cosa è certa: quella salariale è la questione per antonomasia, il punto in cui si incontrano giustizia sociale e sviluppo”, aggiunge nel colloquio la leader Cisl. “Da decenni il Paese sconta un ritardo riconducibile soprattutto a tre fattori: bassa crescita, inadeguata distribuzione dei risultati aziendali e basso valore aggiunto del lavoro. In Italia abbiamo investimenti insufficienti in innovazione e tecnologia, formazione ancora inadeguata, scarso sostegno alla contrattazione decentrata e alla partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese”, sostiene Fumarola che definisce la trattativa con le associazioni datoriali sulla rappresentanza “un passaggio decisivo, il più importante di questa fase per stabilire chi davvero può firmare i contratti. Servono regole certe che mettano fuori gioco gli accordi pirata e definiscano il perimetro della buona rappresentanza nel mondo del lavoro e dell’impresa”.
Sulle priorita’ per rilanciare la questione salariale, Fumarola chiarisce la linea della Cisl: “A settembre la priorità è aprire un confronto vero, a partire dalla legge di bilancio, per sostenere salari e pensioni e costruire una nuova politica dei redditi. Sul piano fiscale bisogna confermare e rafforzare la defiscalizzazione dei risultati della contrattazione decentrata, gli incentivi economici per la distribuzione degli utili, ridurre le tasse sui redditi medi e redistribuire l’extragettito e i superprofitti generati dalle rendite finanziarie e di posizione”. Quanto al tema dei giovani che guadagnano poco e lasciano il Paese, la leader Cisl sostiene che “è un fenomeno grave che riscontriamo in tutte le aree del paese. Per trattenere e richiamare giovani servono opportunità professionali vere, salari capaci di garantire autonomia e rapporti di lavoro stabili. Servono servizi per l’infanzia, trasporti efficienti, accesso alla casa, spazi di vita collettiva. Un’ ipotesi potrebbe essere una fiscalità di vantaggio sui salari d’ingresso dei giovani, che oggi guadagnano fino al 45% in meno di chi è già inserito da anni”.
Sul salario minimo Fumarola ribadisce la posizione della Cisl: “Noi siamo sempre stati per un salario di dignità, che sia però stabilito dai contratti sottoscritti dalle parti sociali realmente rappresentative, non dalla legge e quindi dalle convenienze contingenti dei partiti. Ricordo che già oggi i contratti sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil garantiscono ai lavoratori un salario complessivo più alto di quello riportato nelle proposte di legge. Un risultato importante lo abbiamo conquistato con il decreto Primo Maggio, che per la prima volta ha individuato la soglia minima di dignità proprio nei contratti comparativamente più rappresentativi”.
Infine, sulle opere pubbliche come Tav e Ponte sullo Stretto, Fumarola sottolinea: “Su quanto è accaduto in Val di Susa la nostra condanna è netta: quelle violenze sono gravissime e ingiustificabili. La nostra solidarietà va alle forze dell’ordine e ai lavoratori dei cantieri. La Cisl manifesta in Val di Susa a sostegno della Tav dal 2011 e a settembre torneremo in piazza. È un’opera strategica, parliamo di lavoro vero. Sul Ponte la logica è la stessa: bisogna fare bene, nel pieno rispetto della legalità. L’opera, che ha potenzialità enormi, va tuttavia inserita in una strategia meridionalista complessiva”, conclude la numero uno di Via Po.


























