Via libera definitivo del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che adegua l’ordinamento italiano alle disposizioni dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Sul fronte del lavoro, il provvedimento disciplina l’utilizzo dell’IA nei percorsi formativi e introduce una tutela per i lavoratori, stabilendo che le decisioni relative al rapporto di lavoro non possano essere adottate esclusivamente sulla base di sistemi automatizzati.
Il decreto, approvato in esame definitivo, anticipa inoltre l’operatività degli spazi di sperimentazione normativa, con un trattamento preferenziale per le piccole e medie imprese e per le startup, e disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale nei percorsi formativi, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione.
Tra le misure previste figurano l’aggiornamento delle indicazioni nazionali e la formazione stabile dei docenti, accompagnati da una dotazione di 100 milioni di euro per il contrasto dei rischi connessi all’abuso delle piattaforme e delle reti sociali digitali. Il provvedimento rafforza inoltre i programmi di alfabetizzazione, riqualificazione e alta formazione del personale della pubblica amministrazione, in raccordo con la Scuola nazionale dell’amministrazione e Formez, affida alla Scuola superiore della magistratura la formazione dei magistrati sull’intelligenza artificiale e rende obbligatorio l’inserimento della materia nel programma di Educazione continua in medicina (Ecm).
Per quanto riguarda il lavoro, il decreto stabilisce che le decisioni concernenti la costituzione, la modifica o la risoluzione del rapporto di lavoro, compresi i provvedimenti disciplinari e i licenziamenti, non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato. In caso di violazione del divieto, il licenziamento è nullo.
Il testo precisa inoltre che non rientrano tra le decisioni finali relative alla costituzione del rapporto di lavoro le attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando comportino la mancata ammissione alle fasi successive della selezione.
Il decreto definisce anche l’assetto della governance nazionale dell’intelligenza artificiale, individuando nell’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) l’autorità di notifica e nell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) l’autorità di vigilanza del mercato. Sono inoltre confermate le competenze della Banca d’Italia, della Consob, dell’Ivass e del Garante per la protezione dei dati personali nei rispettivi ambiti di competenza.
Il sistema sanzionatorio è graduato e proporzionato, con limiti massimi inferiori a quelli previsti dal regolamento europeo e la possibilità di applicare misure non pecuniarie nei casi di violazioni di minore gravità.
Rispetto al testo approvato in via preliminare, il decreto recepisce le osservazioni della Conferenza Unificata, del Garante per la protezione dei dati personali e delle Commissioni parlamentari. Tra le modifiche introdotte figurano il coinvolgimento di Regioni e Province autonome nelle attività disciplinate dal decreto, la precisazione dei poteri del Garante sui sistemi di IA impiegati nelle attività di contrasto, in materia di migrazione e asilo e nella gestione delle frontiere, oltre all’adeguamento alle modifiche apportate all’AI Act dal regolamento Ue 2026/1744, che condiziona l’entrata in vigore delle sanzioni all’effettiva applicazione dei corrispondenti obblighi e divieti.


























