Via libera della Camera dei deputati alla risoluzione di maggioranza sulla richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia con 181 voti favorevoli, 126 voti contrari e 12 astenuti.
Nel testo approvato, la Camera impegna il governo ad avviare la procedura per la richiesta della clausola nazionale di salvaguardia per le spese “volte a rafforzare la esilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6 per cento del PIL nel periodo di riferimento” e “in materia di difesa, anche relative agli investimenti, nei limiti dello 0,9 per cento del PIL nel periodo di riferimento”. Successivamente al via libera del Consiglio europeo si impegna il governo a presentare in Parlamento la richietsa di scostamento di bilancio.
Modificato nel corso della dibattito l’impegno riguardante i fondi SAFE rispetto alla bozza cirolata questa mattina. Al termine di una riunione tra forze di maggioranza e governo il paragrafo che impegnava il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa, a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma SAFE” è stato modificato, a quanto si apprende su richiesta della Lega, chiedendo di privilegiare nell’uso dei fondi SAFE sistemi difensivi.
Il paragrafo ora impegna il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa a valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento ive incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma SAFE preordinando in ogni caso via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale”.
La risoluzione Pd-M5s-Avs non è stata votata perchè preclusa dalla risoluzione di maggioranza.
Le altre (Azione, Italia viva, Più Europa e Futuro nazionale) sono state messe in votazione, anche per parti separate, con parere contrario del governo e sono state tutte respinte.

























