La protesta dei tir sta causando già i primi effetti, con gli scaffali dei supermercati, soprattutto al sud Italia, che si stanno progressivamente svuotando. Una situazione seria come stanno sottolineando alcune associazioni di rappresentanza. Unione italiana food, categoria aderente a Confindustria, parla di “importanti e gravissimi problemi alle aziende alimentari, in particolare quelle che producono alimenti deperibili”.
Unionfood cita l’esempio dei “prodotti di IV gamma” come le insalate in busta “e tutti quelli con corta shelf life”, con una breve durata a scaffale, “che riscontrano difficoltà non solo nella consegna del prodotto, ma anche nella reperibilità della materia prima da lavorare”. Unione italiana food auspica che l’apposito tavolo di confronto anticipato dal ministro Salvini a domani, martedì 20 ottobre, possa essere “utile a stabilizzare la situazione, in modo che le aziende produttrici di materie prime, quelle di trasformazione e le ditte di autotrasporto possano riprendere la loro attività con serenità”.
Al momento, lamenta Unionfood, questa situazione “sta comportando, in alcune zone fortemente interessate, addirittura il fermo degli impianti produttivi, con inevitabili effetti anche sugli scaffali dei supermercati. Il tutto aggravato dal riconoscimento da parte di alcune aziende ai vettori dei maggiori costi del carburante: una situazione che, se si protrarrà ancora a lungo, non potrà più essere sostenuta”, conclude Unione italiana food.
Il presidente di Confcooperative Agroalimentare Raffaele Drei, pur comprendendo le ragioni che hanno spinto alla protesta gli autotrasportatori e rispettando il loro diritto a manifestare il proprio disagio, invita a “evitare che la protesta finisca per penalizzare produzioni che per loro natura non possono attendere. Le mobilitazioni in corso in questi giorni stanno già producendo conseguenze pesanti per il comparto agricolo, che si trova ad affrontare le stesse criticità che pesano sul comparto degli autotrasportatori”.
“Agricoltori e trasportatori sono parte della stessa filiera e non devono trovarsi su fronti opposti. Oggi più che mai – prosegue Drei – è bene che essi si sentano alleati e chiedano insieme risposte concrete, senza che le difficoltà di un settore ricadano su un altro. Chiediamo pertanto che venga sempre garantita la circolazione di prodotti ortofrutticoli freschi e deperibili che non possono attendere ai margini delle strade. Frutta e verdura hanno tempi di conservazione limitati: siamo ancora nel pieno di alcune importanti campagne di raccolta e i prodotti vanno portati nei centri di frigoconservazione e lavorazione in tempi estremamente rapidi. Ritardi nelle consegne possono compromettere la qualità dei prodotti e vanificare il lavoro svolto dalle aziende agricole durante un’intera stagione produttiva”.
“Le difficoltà nei trasporti colpiscono aziende già provate dai rincari e dal clima. Le tensioni geopolitiche e i conflitti hanno contribuito all’instabilità degli approvvigionamenti e all’aumento dei costi di carburanti, concimi, materie prime chimiche, plastiche e materiali da imballaggio. Spese che accompagnano il prodotto dal campo fino alla consegna e che le imprese faticano a recuperare attraverso i prezzi di vendita” ha detto Mariano Rago, presidente Confcooperative Agroalimentare e Pesca Campania.
“Comprendiamo le ragioni della protesta, ma occorre garantire il passaggio dei prodotti deperibili, come ha già chiesto il presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Raffaele Drei. Frutta, verdura e ortaggi seguono i tempi della natura: quando arriva il momento della raccolta, non si può aspettare che ripartano i trasporti. Per le produzioni a foglia, particolarmente delicate, ritardare la raccolta può compromettere rapidamente qualità e commerciabilità, fino a perdere la produzione. Anche il pescato deve raggiungere rapidamente i mercati. Il fermo dei trasporti può così vanificare mesi di lavoro e investimenti, lasciando alle imprese tutti i costi sostenuti”.
Il blocco dei trasporti può impedire anche l’arrivo delle materie prime necessarie a lavorare, mettendo a rischio la continuità delle attività. Intanto gli incassi si fermano, ma stipendi, fornitori e rate restano da pagare. Per la Federazione che in Confcooperative Campania aggrega cooperativa agricole, agroalimentari, di pesca e di acquacoltura servono sostegni tempestivi alla liquidità e strumenti di credito accessibili, perché una perdita produttiva non diventi una crisi irreversibile dell’impresa.
Da parte sua la Cia-Agricoltori Italiani annuncia che sarà di nuovo in piazza dal 20 al 22 ottobre con una mobilitazione davanti a Montecitorio. Al centro la battaglia collettiva contro il prezzo di una crisi che sta colpendo solo gli anelli più deboli della filiera: dal caro energia e carburante al carello della spesa, a un’Europa che penalizza la Pac e con essa non solo il lavoro nei campi, ma anche la tenuta ambientale, economica e sociale di interi territori e comunità, la sicurezza alimentare dell’Unione e la distintività agricola e agroalimentare delle sue aree interne.
In merito ai prodotti agricoli maggiormente colpiti dal blocco dei tir c’è il pomodoro. “Tonnellate di pomodoro non raccolte perché impossibilitati a consegnarle, il nostro comparto già allo stremo per i rincari precedenti ora è al collasso” ha sottolineato il Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino
“Pur esprimendo piena solidarietà per le difficoltà degli autotrasportatori non possiamo ignorare che il fermo sta mettendo letteralmente in ginocchio tutta la filiera dell’ortofrutta che, per l’estrema deperibilità dei suoi prodotti, non può restare a lungo nei magazzini” ha dichiarato il Presidente Sebastiano Fortunato. “Ci fa ben sperare l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura nonché vicepresidente della Regione Sicilia Luca Sammartino, che sta portando avanti la mediazione con il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) affinché le tonnellate di ortaggi freschi già raccolti e bloccati nelle celle frigorifere non debbano finire al macero, ma la ripartenza dei trasporti via terra non scongiura completamente questo rischio poiché restano comunque ferme tutte le merci che viaggiano via mare” ha spiegato Fortunato.
“Confidiamo che l’incontro di domani con il Ministro Salvini abbia esito positivo poiché se il Cts prolungherà lo sciopero, le aziende subiranno danni per milioni di Euro e la situazione, già in precedenza fortemente precaria, diverrà insostenibile per migliaia di famiglie. A nome del Consorzio e di tutte le realtà che esso rappresenta chiediamo che il Governo intervenga in modo risolutivo quanto prima”, ha concluso Fortunato.


























